Amatrice

Amatrice intitola la scuola a Marchionne. Il vescovo: «I singoli fanno la differenza. La ricostruzione chiede velocità»

La palestra dell’Istituto Onnicomprensivo di Amatrice si è tinta di rosso Ferrari in occasione della festa per l’intitolazione del complesso scolastico, inaugurato lo scoro 18 luglio, a Sergio Marchionne

Una mattinata rombante quella da poco conclusa ad Amatrice. La palestra dell’Istituto Onnicomprensivo si è infatti tinta di rosso Ferrari in occasione della festa per l’intitolazione del complesso scolastico, inaugurato lo scoro 18 luglio, a Sergio Marchionne. Proprio nel ricordo del compianto presidente, che nell’impresa vedeva «il risultato delle persone che vi lavorano e dei rapporti che si instaurano tra di loro» è iniziata una serie di interventi volti a ricordare l’impegno della Ferrari nella realizzazione dell’istituto.

«Ricordiamo Sergio – ha esordito il presidente della Ferrari John Elkann – che in quel momento di difficoltà ha incoraggiato chi lavorava con noi a fare una raccolta fondi. Inoltre, si domandava in che modo potesse dare un segno ulteriore di speranza e, così, è nata l’idea di creare un legame speciale tra Ferrari e l’Istituto Omnicomprensivo, mettendo all’asta l’ultimo esemplare della Ferrari e donando il ricavato, 6 milioni e mezzo di euro, alla ricostruzione della scuola che il luogo dove si ricostruisce il futuro».

Tanto entusiasmo espresso anche dal preside Barbonetti «l’anno scorso questa scuola era una scatola vuota che doveva essere riempita. Oggi questo istituto ha una doppia importanza: concreta, perché costruito sui sicuri modelli del nord Europa e simbolica poiché la scuola è la metafora del futuro, metafora di un paese che vuole rinascere a partire dei suoi giovani».

«Sono convinto che nella scuola c’è la possibilità di costruire un futuro attraverso l’impegno, la condivisione e il rispetto – ha aggiunto il sindaco Antonio Fontanella – perché il futuro è nelle mani dei giovani e questa scuola può dare un contributo per la rinascita del nostro territorio. La speranza è davanti a noi e, come affermava Marchionne, insieme si possono raggiungere risultati anche inimmaginabili».

L’importanza per l’istruzione è stata altresì messa in risalto sia dall’assessore Di Berardino che dal commissario straordinario ricostruzione sisma Farabollini che ha ricordato come, con l’ordinanza 14, si sia data fin da subito la priorità alla costruzione degli edifici scolastici.

Lo stesso John Elkann, papà di tre ragazzi, ha sottolineato l’importanza dell’istruzione. «Penso che tutto quello che riusciamo a fare è legato a quanto riusciamo ad apprendere; quello che noi riusciamo a comprendere e a conoscere ci dà la possibilità di contribuire in maniera positiva al mondo in cui viviamo».

In questo senso, il presidente ha ricordato l’impegno che la Ferrari mette nel percorso educativo, offrendo diversi contributi trai quali anche delle borse di studio, come ha testimoniato la presenza di Francesco, giovane che dopo essersi formato in questi territori ha avuto la possibilità di lavorare per l’azienda.

Un intervento del tutto fuori programma è stato invece quello del Vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili che, ricordando Marchionne, ha affermato «il singolo fa la differenza e il cambiamento accade quando ci sono singoli che si fanno carico di quello che sta succedendo. L’auspicio è che la Ferrari, che evoca la velocità, dia anche a noi la gioia di sperimentarla soprattutto pensando alle generazioni più adulte che hanno il diritto di poter pensare ad arrivare a vedere la nuova Amatrice».

Dopo le testimonianze di gioia di grandi e piccini, il dono di un simbolo che vuole dimostrare la volontà dell’azienda di mantenere un rapporto con la città. «Questo è il motore pluripremiato della Ferrari – ha spiegato Elkann- e vogliamo che sia qui con voi per ricordare quanto siete importanti e anche per farvi capire quante cose potete fare in futuro. Enzo Ferrari diceva che il cuore della Ferrari è il motore e, dunque, noi siamo felice di lasciarvelo».

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