Scuola cattolica

Ai confini della famiglia, festa della scuola cattolica a Terminillo

Occasione gioiosa di festa quella vissuta dalle cinque scuole paritarie della diocesi, lo scorso sabato, al Terminillo. Un inizio di scuola allegro e colorato come solo il carisma delle scuole cattoliche sa fare

Occasione gioiosa di festa quella vissuta dalle cinque scuole paritarie della diocesi, lo scorso sabato, al Terminillo. Un inizio di scuola allegro e colorato come solo il carisma delle scuole cattoliche sa fare. Dalle nove di mattina fino all’ora di pranzo bambini, genitori, maestre e suore con magliette colorate e palloncini variopinti, hanno dato vita ad una mattinata di giochi “antichi”, quelli della campana o della bandiera fatti insieme da papà, mamme e bimbi bellissimi. Il tutto contornato da canzoni e preghiere francescane che hanno fatto da cornice ad una splendida mattinata “in famiglia”.

Ad operare per la realizzazione della mattinata, un comitato davvero speciale: genitori entusiasti e dirigenti scolastiche che hanno saputo mettere un grande amore cristiano a servizio delle loro scuole. Un’occasione nata anche per “vivere” un territorio e una realtà come la scuola paritaria che con con le rispettive diversità ha prodotto sempre occasioni d’incontro e di crescita come queste. Una mattinata goduta pienamente da tutti e suggellata dall’intervento del vescovo Domenico che con la sua benedizione all’interno del Tempio della Trasfigurazione ha creato ancora di più un clima di amicizia e di serena famiglia. Al termine della benedizione, il pranzo presso gli esercizi convenzionati che per l’occasione hanno messo a disposizione tutti i loro ambienti stracolmi di famiglie spensierate.

“Festa di famiglia” che le scuole paritarie intendono ripetere anche in altre occasioni e che hanno messo per iscritto nei loro PTOF lavorando a “cinque” mani alla stesura di un progetto educativo e formativo che sapesse coniugare le esigenze didattiche delle scuole al territorio locale declinandolo con l’unicità carismatica di ciascuna scuola paritaria. Non va dimenticato infatti come la scuola cattolica sia da sempre una risorsa per la plurarità di proposte didattiche che offre ma anche umane e valoriali attraverso la sua presenza nelle nostre diocesi. Ma essa ha anche la responsabilità di offrire un’esperienza esemplare, attraverso il proprio carisma e il proprio mandato missionario che la rende unica, capace di essere da stimolo nel sistema più ampio di istruzione nazionale.

Accolto con entusiamo anche dal vescovo Domenico, il progetto sarà vissuto in un ottica familiare: «quello che alla fine ci ha guidato», hanno espresso le dirigenti concordemente, «è stato l’amore di una Chiesa che crede nella sua funzione educativa e pastorale rivolta alle nuove generazione ma anche e soprattutto alle loro famiglie con la disponibilità e la libertà interiore di chi vuole fare la volontà del Signore e non la propria, crescendo in qualità, aumentando in presenze, collaborazioni e risorse che siano capaci di testimoniare una Chiesa “ famiglia” che si apre ed esce con orgoglio allo scoperto».

Il progetto nasce quindi in questa dimensione comunitaria, e per dirla alla Don Milani: «I care, mi sta a cuore, mi interessa»… le dirigenti e il comitato organizzativo, hanno infatti, preso alla lettera questo imperativo e si sono messi all’opera. È nata, per questo, una collaborazione molto proficua, un’amicizia profonda e sincera, che ha portato le famiglie ad essere presenti al Terminillo, a testimoniare la forza della fede, la forza del gioco di squadra, l’entusiamo di chi non si ferma davanti a niente quando sa di mettere il bene dei bambini al primo posto nella scala dei valori primari.

Il progetto, approvato dal MIUR è inserito per nelle programmazioni di ciascuna Scuola, s’intitola “Camminiamo nella valle santa con Francesco da Rieti” e si pone in continuità con il P.T.O.F. (triennio 2018/2021) di ciascuna Scuola. Le dirigenti si sono dichiarate convinte dell’importanza di fareaccordi di rete per dare unità e forza al processo didattico che mette al centro la Scuola come luogo di accoglienza e di confronto nelle diversità culturali, etniche e religiose; luogo dove tutti i bambini si senta accettati e dove ognuno impari a prendersi “cura” dell’altro.

Lo stile educativo del Progetto triennale prevede la centralità del bambino come persona “unica” e “irrepetibile” all’interno di un contesto educativo dove il bambino potrà costruire una base “sicura” in ambito cognitivo, affettivo ed emotivo – relazionale all’interno delle singole scuole che svolgeranno la funzione di filtro, di arricchimento e valorizzazione delle esperienze extrascolastiche, di conoscenza valorizzazione del territorio e del patrimonio artistico, storico e religioso locale.

Un progetto capace di dare il via ad un’esperienza umana che sappia tradursi in «ecologia della vita quotidiana», capace di mettere al centro il bene comune in un percorso di conoscenza e valorizzazione del territorio, di «prendersi cura di tutto ciò che esiste» e di costruire un’«ecologia ambientale, economica, sociale, culturale» (Papa Francesco, Laudato si’).

Una prima mattinata soddisfacente, che con grande semplicità ha aperto la strada ad un triennio di “rete” autentica tra Scuole, famiglie e Chiesa, con la consapevolezza che la famiglia, la Scuola e la Chiesa insieme sono nucleo essenziale della società, e garantiscono la crescita culturale, etica e morale delle future generazione. Prossimo appuntamento delle scuole paritarie: Avvento, per una riscoperta del senso vero e pieno del Natale.

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