Si apre in Cattedrale la “Porta della misericordia”

Tutto pronto per l’importante cerimonia che si svolgerà a Rieti, come in tutte le altre diocesi cattoliche del mondo, domenica 13 dicembre, secondo quanto prescritto dal Santo Padre Francesco nella Bolla Misericordiæ vultus, che prevede, dopo l’apertura della Porta Santa in San Pietro il giorno dell’Immacolata, l’avvio dell’anno giubilare a livello diocesano la successiva domenica, terza di Avvento.

Ad essere aperta, in ciascuna chiesa cattedrale, è la “Porta della misericordia”, che assume lo stesso valore delle Porte sante presenti nelle quattro basiliche romane. Sarà dunque il portone centrale di S. Maria a fungere da “porta santa” locale per la diocesi reatina. L’antica Cattedrale dedicata alla santa Madre di Dio costituirà la principale delle “porte della misericordia” per la comunità ecclesiale di Rieti, mentre le altre tre saranno successivamente aperte presso il carcere locale, il santuario del Santissimo Crocifisso a Chiesa Nuova, il santuario francescano di Poggio Bustone.

Il rito

La celebrazione liturgica si svolgerà la mattina del 13 dicembre a partire dalle ore 10. Il raduno sarà, per il rito stazionale iniziale, nella chiesa di S. Agostino. Nella basilica agostiniana di piazza Mazzini si ritroveranno, attorno al vescovo Mons. Domenico Pompili, clero, autorità e fedeli tutti.

Il rituale prevede l’avvio con il canto dell’Inno del Giubileo della misericordia e il saluto iniziale del vescovo seguito dall’acclamazione trinitaria. Sarà quindi proclamato il brano evangelico “emblema” dell’Anno Santo dedicato alla misericordia, la parabola lucana della pecorella smarrita, seguito dalla lettura della parte iniziale della Bolla Misericordiæ vultus

Subito dopo si muoverà la processione che da S. Agostino si snoderà, attraverso via Tancredi e via Garibaldi passando per la piazza centrale, fino a S. Maria. Essa sarà aperta dalla croce adornata e dal libro dei Vangeli, dietro il quale sfilerà il vescovo seguito dai canonici, dagli altri sacerdoti, dai diaconi e ministranti e dalle suore; a seguire, nel corteo processionale, le autorità civili, i Cavalieri del Santo Sepolcro, gli scout, volontari e malati dell’Unitalsi, le diverse confraternite della diocesi con le loro insegne, infine tutti gli altri fedeli.

Giunti sul sagrato della Cattedrale, il vescovo si fermerà dinanzi alla porta centrale, appositamente addobbata, e pronuncerà la formula di rito procedendo all’apertura di essa, per poi fermarsi sulla soglia sorreggendo il libro dei Vangeli, al canto dell’antifona Io sono la porta.

Quindi, l’ingresso solenne del vescovo, seguito da tutti gli altri, all’interno del tempio. Avrà così inizio la celebrazione eucaristica domenicale, aperta dal rito di aspersione con l’acqua benedetta in memoria del battesimo. Dopo l’omelia, la professione di fede con la formula del rinnovo delle promesse battesimali, la preghiera dei fedeli con le intenzioni di preghiera pronunciate dai rappresentanti delle componenti ecclesiali (presbiterio, religiosi, diaconi, laici), quindi con la processione offertoriale proseguirà la liturgia eucaristica fino alla Comunione. Al termine, prima della benedizione finale, il saluto alla Vergine Maria con il canto dell’antifona Salve Regina.

In occasione di tale importante evento, domenica mattina sono sospese tutte le altre Messe festive nelle chiese della diocesi (ad eccezione di quelle celebrate nella prima mattinata nella sola città), mentre resteranno in ogni parrocchia le celebrazioni vespertine sabato sera e domenica sera.

Le altre porte sante

Oltre che in Cattedrale, una “Porta della misericordia” sarà aperta in altri tre luoghi della diocesi. Per i carcerati, secondo l’esplicito invito del Papa, viene considerata tale la porta stessa della loro cella ogni volta che la varcheranno per recarsi nella cappella a invocare la misericordia di Dio: anche nella Casa circondariale di Vazia, dunque, si terrà il rito dell’apertura della locale “porta santa”, fissato il pomeriggio della vigilia di Natale, 24 dicembre. La prima domenica di Quaresima, invece, l’apertura nel santuario del Santissimo Crocifisso in Chiesa Nuova, la parrocchiale di S. Barbara in Agro che custodisce al suo interno il venerato Crocifisso ligneo già della chiesa di S. Domenico che ispirò l’azione mistica della beata Colomba da Rieti. La domenica in Albis (quella successiva alla domenica di Pasqua), che san Giovanni Paolo II volle consacrare proprio come festa della Divina Misericordia, si aprirà invece la Porta santa nel santuario di Poggio Bustone, che tra i luoghi francescani della Valle Santa reatina è proprio quello legato al tema del perdono (qui san Francesco ebbe infatti da Dio la rivelazione della certezza che i suoi peccati erano perdonati).

Altri luoghi in diocesi, nel corso dell’Anno Santo straordinario, potranno essere dal vescovo, via via, dichiarati “giubilari” ad hoc per singole occasioni e festeggiamenti.

Il “vademecum”

Si intitola Vademecum per il Giubileo di Francesco l’opuscolo che gli uffici diocesani hanno voluto dare alle stampe per accompagnare in diocesi l’Anno Santo della misericordia.

Elaborato a partire da testi di don Luciano Candotti, don Ferdinando Tiburzi, don Emmanuele Dell’Uomo D’Arme, fra Ezio Casella e Ileana Tozzi, il libretto, in bella veste grafica curata da David Fabrizi, si articola in settanta pagine che presentano significato spirituale, luoghi, date, itinerari per vivere l’esperienza giubilare nella Chiesa reatina.

Ad aprire il Vademecum, le parole del vescovo diocesano: «A qualcuno potrà suonare strano che ci sia qualcosa o qualcuno da festeggiare. Ai nostri giorni il senso di delusione e di frustrazione impedisce tante volte di guardare oltre il proprio naso. Ma, fortunatamente, il Giubileo che Papa Francesco ha indetto suggerisce che la gioia del Vangelo è una possibilità concreta. Non c’è Vangelo, infatti, che non sia – per definizione – un’occasione per liberare energie interiori, emozioni profonde, desideri irrefrenabili, che si fatica perfino a confessare a sé stessi. Ben venga dunque questo Anno che si apre l’8 dicembre 2015 e si concluderà il 20 novembre 2016!», esordisce monsignor Pompili. Dinanzi a una realtà dove c’è quanto mai bisogno di un annuncio di salvezza e di speranza, «ben venga allora un Anno intero in cui provare insieme a riscoprire Dio che rappresenta l’unica possibilità per superare l’idea di un mondo piatto, senza sporgenze, senza sorprese, senza aspettative». Da parte del vescovo, l’invito a scoprire attraverso le pagine del vademecum «i passi e il ritmo del nostro “pellegrinaggio giubilare”. Per me, ultimo arrivato, diventa anche la prima esperienza dentro la Chiesa che è la possibilità “qui e ora” di vivere l’appello alla gioia che scaturisce dall’incontro con Gesù Cristo».

Dopo l’introduzione di Pompili, la piccola pubblicazione prosegue presentando i richiami ai valori e ai segni del Giubileo, gli itinerari legati nella diocesi reatina ai santuari francescani, ai luoghi mariani, al tema della Croce, ai santi locali, oltre alla Cattedrale e alle altre chiese giubilari; quindi, il calendario delle iniziative scorrendo l’anno liturgico.

Uscito nei giorni scorsi dalla tipografia, il Vademecum verrà distribuito domenica prossima all’apertura diocesana.

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