L’effigie di santa Barbara in navigazione sul fiume, condotta sul gommone dai Vigili del Fuoco che la invocano per celeste protettrice e che poco prima l’avevano voluta trasportare simbolicamente fra le strade della città. Nei giorni che preparano la festa in onore della patrona di Rieti si è ripetuta la suggestiva processione sulle acque del Velino. Salutata da fiaccole e fuochi d’artificio, la statua della martire, calata a riva sotto il Ponte Romano (dove è stata recitata la preghiera dei Vigili del Fuoco e impartita la benedizione dal vescovo Vito), è stata poi condotta, accompagnata da autorità e fedeli fra preghiere e suono di banda, fino alla Cattedrale.
Qui monsignor Piccinonna ha presieduto la celebrazione dei Primi Vespri dell’Avvento con cui si è aperto il nuovo anno liturgico. «Un tempo nuovo: il tempo di Dio dentro il nostro tempo», ha detto mons. Piccinonna, che ha invitato a sentirci «mendicanti di Luce», invocandola da Dio «in modo particolare anche per tanti nostri fratelli e sorelle schiacciati dalla povertà, dalle guerre, dalle ingiustizie, dall’indifferenza». Ha invocato l’intercessione di santa Barbara perché tutti possiamo essere «capaci e desiderosi di questa luce che lei ha cercato e ha visto anche nell’ora assurda del martirio. Lì dove le tenebre si fanno più scure, lei è stata capace di fare di tutta la sua vita un dono di amore non ha trattenuto per sé».






































