RiData

Per una scelta libera e consapevole

Partecipato l'incontro sul referendum costituzionale promosso dall’Osservatorio diocesano con l'obiettivo di favorire la crescita della coscienza civica e della cittadinanza attiva per il bene comune

Tra poche ore ormai ci sarà il silenzio elettorale per il referendum imminente e gli elettori saranno chiamati ad esprimere il loro voto in tema di giustizia. Potremmo essere all’alba di una nuova pagina per la nostra repubblica carica di aspettative per i sostenitori del Sì, che puntano su questo cambiamento rinnovatore della Costituzione Italiana, e di incertezze e dubbi per chi invece non condivide questi cambiamenti: per chi voterà No, infatti, quanto proposto non migliorerebbe quello che i padri costituenti hanno elaborato che andrebbe invece preservato.

Il testo che dovrebbe modificare alcuni articoli della Carta costituzionale non essendo stato approvato con la maggioranza qualificata dei due terzi viene dunque sottoposto a referendum confermativo e ciascun cittadino potrà esprimersi con il proprio voto.

Non è però un compito facile per la gente comune comprendere la proposta di riforma. Non sono mancati a Rieti appositi incontri informativi. E anche in campo cattolico, la settimana scorsa, si è avuta un’iniziativa mirata a offrire ai cittadini informazioni sulle diverse ragioni a confronto. “Referendum Giustizia”, il titolo dell’incontro, svoltosi nella sala consiliare della Provincia per illustrare i contenuti della riforma e le ragioni del Sì e del No, a cura dell’Osservatorio socio-politico diocesano RiData con l’Azione Cattolica diocesana.

L’obiettivo dell’Osservatorio diocesano è quello di favorire la crescita della coscienza civica e della cittadinanza attiva per il bene comune. Anche da parte dell’AC si è voluto cogliere l’occasione per un momento che rientra nel compito di animazione delle realtà temporali e di formazione di laici che rispondano alla chiamata di essere discepoli missionari abitando il proprio tempo.

A introdurre l’incontro Luca Cavalli, assegnista di ricerca in Diritto Costituzionale presso l’Università di Napoli Federico II: a lui il compito di illustrare all’uditorio le modifiche proposte dalla riforma oggetto di referendum. A dibattere poi le opposte posizioni, Marco Arcangeli, avvocato del Foro di Rieti, per il Sì, e Paolo Auriemma, procuratore della Repubblica di Rieti, per il No, moderati da Marco Colantoni, membro dell’Osservatorio e dell’A. Un “botta e risposta” appassionato e rispettoso su sei temi salienti della proposta: la magistratura negli equilibri della Costituzione, la proposta di riforma del Csm con il sistema del sorteggio, dell’introduzione di un ulteriore organismo (l’alta corte disciplinare), la questione della separazione delle carriere fra magistrati inquirenti e giudicanti, il discorso riguardante i rapporti tra giudice, pubblico ministero e avvocato, gli interrogativi riguardo discrezionalità e prevedibilità dei necessari decreti attuativi.

L’incontro è venuto a cadere nel giorno in cui la Chiesa italiana aveva indetto una giornata di preghiera e digiuno per la pace: e proprio questo momento che ha offerto la possibilità di dibattere nel rispetto reciproco, favorendo il dialogo per le parti e disarmando le parole, è stato il modo per contribuire a quello stile di collaborazione e capacità di ascolto vicendevole, quello che sarebbe auspicabile ciascuno spera per il futuro del Paese e del mondo intero.

Da non dimenticare che “la politica è la più alta forma di carità”, celebre espressione del magistero sociale della Chiesa, attribuita originariamente a Pio XI, ripresa da Paolo VI e ricordata anche da papa Francesco nella Evangelii gaudium. Un assioma che definisce la politica come un atto d’amore e servizio al bene comune, teso a creare una società più giusta, solidale e attenta agli ultimi.

Proprio questo, nella coscienza dei credenti e degli “uomini di buona volontà”, è lo stile auspicabile per la comunità nella quale siamo inseriti e che, con questa consultazione referendaria, ognuno ha la possibilità di far proprio esercitando la responsabilità civica del voto, strumento democratico del quale il cittadino può disporre.