
“Da rifiuto a materia, da problema a risorsa”: è su questo tema che si apre il Rieti Green Fest, l’iniziativa promossa da Asm e Comune di Rieti per vivere in un clima di festa il tema del cambiamento ecologico e dei nuovi stili di vita necessari per un mondo più “verde”.
Una due giorni in programma per il 12 e 13 maggio, che conferma la tendenza dell’azienda dei servizi municipali a non condurre il proprio impegno nel settore ambiente solo dal punto di vista pratico. Il Rieti Green Fest è infatti la più recente di una serie di iniziative che vedono la società a capitale misto pubblico-privato lavorare anche sul piano culturale, quasi a voler inserire i servizi erogati alla città in un più ampio dibattito sul tema della qualità della vita e dell’ambiente in cui viviamo.
Un discorso da fare non tanto, o non solo tra accademici, ma insieme a tutta la collettività. E in questa prospettiva sembra non essere un caso se i lavori del convegno di apertura si svolgeranno nella sala mostre del Comune. La scelta di un locale aperto direttamente sulla piazza, sembra infatti l’invito ad una maggiore partecipazione, a rendere il discorso tecnico e “politico” più vicino alle istanze dei cittadini. Un approccio confermato anche dalla costante collaborazione con molte realtà istituzionali, associative e del mondo del volontariato.
Nell’ambito dell’iniziativa, alle ore 18, presso la Sala Mostre del Comune di Rieti, sarà presentato il libro “Ambiente clima e salute. La sfida delle città negli anni Dieci” di Alberto Bellini.
I tempi in cui viviamo ci pongono di fronte a un grande conflitto: da una parte sviluppo economico, lavoro e progresso, dall’altra decrescita, ambiente e natura. L’etica pubblica rimane incerta sulla via da intraprendere e incerti sono i limiti da fissare al benessere individuale e alle diseguaglianze. Le città incarnano questo conflitto, strette tra progresso e natura, sedotte dall’illusione di separare il destino del genere umano da quello del pianeta che lo nutre. Per questo proprio le città possono e debbono essere all’origine di una rivoluzione culturale che ci conduca a una relazione equilibrata con la natura e a un’assunzione di responsabilità orizzontali (tra i territori) e verticali (tra le generazioni).
