
Sarà la musica Gaudats Junk Band a concludere la prima giornata del Rieti Green Fest, l’iniziativa promossa da Asm e Comune di Rieti – in collaborazione con molte realtà istituzionali, associative e del mondo del volontariato – per vivere in un clima di festa il tema del cambiamento ecologico e dei nuovi stili di vita necessari per un mondo più “verde”.
La band suona unicamente strumenti riciclati e parte dall’esperienza di Daniele Guidotti, che unendo le sue competenze musicali a quelle artigiane, decide di costruire chitarre, tubofoni , sassofoni e batterie da materiali destinati ai rifiuti.
Attraverso il recupero di cassette per vino, oggetti in plastica, pentole e vario materiale destinato alla discarica, costruisce gli strumenti musicali per un progetto musicale che gli permette di implementare la personale sensibilità verso il tema dell’ambiente e della sua salvaguardia sviluppata nel tempo attraverso letture e seminari sull’argomento.
La poetica che ispira tutto il progetto si radica nella certezza del fatto che “dal letame nascono i fiori” e che anche il “ricreare” oggetti, spazi di solidarietà, passioni comuni da ciò che è destinato ad essere scartato sia il permesso al sogno che oggi più che mai ha bisogno di esistere ed essere reso possibile.
I tempi difficili che stiamo vivendo, spingono troppe persone verso l’inerzia e la frustrazione in un circolo vizioso di rassegnazione, a cui Daniele e la Gaudats Junk Band, rispondono con strumenti riciclati, proposte, energia ed entusiasmo, per favorire una dinamica virtuosa e capace di restituire al territorio ed a chi ne fa parte la gioia e l’entusiasmo di poter essere soggetti attivi e divertiti del mondo.
Lo spettacolo non ha solo l’interesse fornito da improbabili strumenti realizzati con materiale destinato allo scarto, ma è strutturato in modo da risultare coinvolgente per il pubblico, il quale, viene costantemente invitato ad interagire con la band.
Lo show, propone la rivisitazione in chiave “Junk” di famosi brani sia italiani che stranieri, spaziando trasversalmente tra i generi a dimostrare che molto è possibile con un po’ di entusiasmo e di “follia”.
