Scuola

Gli alunni del Liceo Statale “EPN” con il progetto “Rainbow” per sconfiggere i pregiudizi

Due rappresentanti dell'Associazione "Arcigay”, nell’ambito del progetto “Rainbow” realizzato in collaborazione con il MIUR, sono stati ospitati nella palestra dell'Istituto per parlare di omofobia e transfobia al fine di sensibilizzare i ragazzi sull'argomento.

Lo stigma, i suoi effetti e le molteplici forme con le quali si manifesta, è il tema di fondo con il quale gli alunni delle prime classi del Liceo Statale “Elena Principessa di Napoli” (EPN) di Rieti si sono confrontati nella mattina del 21 febbraio. Due rappresentanti dell’Associazione “Arcigay”, nell’ambito del progetto “Rainbow” realizzato in collaborazione con il MIUR, sono stati ospitati nella palestra dell’Istituto per parlare dell’omofobia e la transfobia al fine di sensibilizzare i ragazzi verso un argomento a cui spesso si associano stereotipi e pregiudizi. Uno degli obiettivi dell’iniziativa è il promuovere sia un generale atteggiamento di rispetto verso la persona che una conoscenza più adeguata di una tematica che a volte risulta superficiale.

Il timore di poter esprimere la propria omosessualità può essere affrontato con il facilitare la comunicazione e l’apertura di sé verso il mondo. Sono stati quindi mostrati dei mezzi per poter esprimere il proprio orientamento sessuale, in particolare un’app di nome “Speakly”, con la quale chiunque in una chat anonima può contattare un operatore e chiedergli informazioni o chiarimenti, o anche per potersi confidare e sfogare, riferendo degli attacchi o delle violenze subite. I ragazzi sono stati informati anche del servizio Gay Help Line. Il “Word Wall”, letteralmente “Muro di parole”, è un’altra modalità che consente di affrontare i pregiudizi intorno al mondo dell’omosessualità, restituendo un’immagine stereotipata delle persone gay e lesbiche, favorita da un giudizio basato sull’apparire.

A questo proposito è interessante il dato che emerge grazie ad un test effettuato su un campione di 1000 ragazzi con il quale si sono raccolti stereotipi e pregiudizi verso i gay e le lesbiche. I gay sono risultati sensibili e effemminati mentre le lesbiche trasandate e “maschiaccio”. Tale immagine non corrisponde alla realtà che invece si caratterizzata da un’espressione del sé molteplice e variegata. È necessario dunque non fermarsi alle apparenze e accogliere l’altro nell’unicità del suo modo di essere.

A cura di Reporter a scuola
Alessio Festuccia, Leonardo Signorino

Rispondi