Dialogo sulla bellezza con Gitta Schilling

Oggi Gitta Schilling è una bellissima signora. Ma tra gli anni ‘50 e ‘60 è stata una fotomodella di grido, lavorando con Chanel e poi con Dior, e conquistando le copertine di riviste come «Vogue».

«Frontiera» l’ha incontrata nel reparto di Radioterapia Oncologica del de’ Lellis, in occasione dell’appuntamento di sabato 12 luglio con “Musica in Ospedale”. La signora Schilling è stata infatti presente al pomeriggio musicale quale ospite d’onore per il lancio dell’iniziativa collaterale di “Cinema in Ospedale”, promossa dai Lions Rieti Host e dal primario Mario Santarelli.

Sulle pareti di Radioterapia, infatti, ai tanti quadri già presenti si è aggiunto un fotogramma tratto dal film documentario “Gitta Schilling – Bellezza senza tempo” nel quale la vita della top-model tedesca, richiesta da fotografi e stilisti in tutto il mondo, diviene la chiave per immergersi nel difficile mondo della moda di ieri e di oggi. E non a caso, perché l’ulteriore passo sulla via dell’umanizzazione del nosocomio reatino, il reparto lo vuole compiere proprio sul tema della bellezza.

Forse non ci si riflette troppo, ma a segnare la frattura tra degenza ospedaliera e vita quotidiana c’è anche una minore cura del proprio aspetto, quasi che la malattia debba per forza portarsi via anche l’amore e la cura di sé. Ma è un errore se si guarda alla bellezza, come momento di integrità della persona, che anche nel dolore e nella fragilità mantiene intatta la propria dignità.

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