ZTL: ci vorrebbe una città coraggiosa e dialogante

In una lettera aperta alla città, l’Associazione Rieti Centro Storico ricorda che:

«i cittadini residenti molto prima dell’installazione e messa in funzione dei varchi elettronici, hanno tentato attraverso una delegazione che ci rappresentasse (novembre 2010) un confronto diretto con l’Assessore alla viabilità Daniele Fabro, il quale, nell’unico incontro avvenuto (novembre 2010), espose un’organizzazione della chiusura del centro storico in modo snello, efficiente, quasi perfetto; prevedendo tutti i servizi necessari per offrire e non privare nessuno: né i residenti, né i commercianti né tanto meno tutta la cittadinanza. L’Assessore scommise addirittura sulla realizzazione immediata di tale progetto (entro le feste natalizie). Ma forse, era nel suo immaginario. Peccato non averlo registrato. Peccato non poterlo smentire. Dove sono andati a finire quei bei propositi e tutte le sue certezze?».

«Come mai, oggi, − prosegue la lettera dei cittadini − la chiusura del centro storico parte con tante anomalie, contraddizioni, come se non fosse mai stata materia di studio? E come mai nei 463 giorni dall’installazione dei varchi e da quell’incontro di novembre nulla di quanto detto e promesso è stato messo in atto? Perché, se l’Assessore Fabro era così certo della realizzazione di un progetto così importante che riguarda la città e che dovrebbe essere della cittadinanza tutta, è stato invece consegnato in modo così confuso ad una società privata (Saba Italia S.p.A.)? Con una determina di cui i cittadini sono venuti a conoscenza all’ultimo momento e che mortifica ogni settore della cittadinanza, provocando scontri (di pensiero) tra i residenti, ad esempio, ed i commercianti. Quasi volutamente messi l’uno contro l’altro come se il Centro Storico fosse un campo di battaglia e non un luogo dove vivere tutti in armonia con gli stessi diritti e doveri. Le manifestazioni da parte della nostra Associazione Rieti Centro Storico sono state sempre di civiltà e rispetto, abbiamo chiesto più volte di essere ricevuti ed ascoltati nelle proposte. Forse la civiltà è una cosa sconosciuta? Forse i linguaggi della società civile non appartengono alla politica o meglio agli interessi della stessa?»

L’obiettivo dell’Associazione Rieti Centro Storico, si legge ancora nel documento, «è una città dialogante, capace di iniziative e più coraggiosa. Bisogna fare azioni eclatanti affinché le istituzioni finalmente sporgano il capo sul fracasso del loro silenzio? Ci è stato detto che abitare il centro storico sia un privilegio. Non c’è alcun privilegio nel vedere i bellissimi vicoli del Centro Storico di Rieti abbandonati a loro stessi e maleodoranti, non c’è alcun privilegio nell’avere un posto macchina che in realtà non esiste, non c’è alcun privilegio nello scoprire giorno dopo giorno che, per il centro Storico della città che ami, in cui abiti e sulla quali investi in tempo e denaro, dove lavori e trascorri la tua vita, in realtà, non c’è alcun programma e che i cittadini non hanno alcuna voce».

«Il progetto di Daniele Fabro − concludono i residenti in centro − è diventato, quindi, esiguo e labile, un momento triste e senza storia. Da tutto questo, purtroppo e con dolore, viene fuori una città immobile, umiliata dalle illusioni e dalle finzioni di un’amministrazione che non vuoi sentire».


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