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Il vescovo Domenico celebra una messa con i lavoratori della Elexos: «il lavoro tocca l’identità profonda della persona»

È stata celebrata dal vescovo Domenico, nel pomeriggio del 15 marzo, una messa con i lavoratori presso la Elexos. L’azienda, nata nello stabilimento ex Schneider Electric dopo che la multinazionale francese ha scelto di portare altrove la produzione, vede oggi impiegati 43 operai, tornati a lavoro dopo una lunga vertenza. Un segnale positivo rispetto al problema della disoccupazione, che continua ad affliggere il territorio reatino.

A questa possibilità di riscatto si è rivolto don Domenico, rilevando che «tendiamo ad essere dei brontoloni che si lamentano spesso, e talvolta giustamente, per le cose che non vanno, ma poi ci lasciamo andare alla realtà e finiamo per soccombere».

«Una lamentazione non diventa mai azione, ma solo uno sfogo senza effetti» ha spiegato il vescovo «anche perché intuiamo che ad andare fino in fondo dovremmo cambiare anche noi. E allora è più comodo buttarla in caciara. La colpa è sempre dalla controparte e noi si fa quel che si può».

Un ragionamento condotto tenendo sullo sfondo la figura biblica di Geremia, la quale «suggerisce di resistere al male e all’ingiustizia facendo leva su se stessi, senza accomodarsi e senza accontentarsi».

«Il lavoro – ha ammesso il vescovo – è una questione scottante oggi. Come accade spesso è introvabile. E quando c’è è a rischio». Un problema tanto più grave quanto più ci si accorge che «il lavoro non è solo una questione economica, ma tocca l’identità profonda della persona che è chiamata a fare la sua parte in questo mondo».

Di qui l’esortazione a «non vivacchiare», ma a «lasciarci attrarre dal lavoro, che è il nostro modo di rendere migliore il mondo».

Al termine della Santa Messa, mons Pompili ha impartito la benedizione pasquale ai lavoratori dell’azienda come augurio di ogni bene nel Signore.

 

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