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I licei artistici abbracciano Amatrice e il sindaco Pirozzi

115 studenti accompagnati dai loro professori consegnano il maxi assegno al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi

Sotto il primo sole davvero caldo del 12 aprile, tre autobus di studenti e professori, con i loro dirigenti scolastici e rappresentanti dei genitori provenienti dai licei artistici di Rieti, Viterbo e Latina, hanno percorso un lungo viaggio lungo la Romanella, l’unica strada accessibile per giungere attualmente ad Amatrice passando addirittura per l’Abruzzo. Un maxi assegno di 5.614 euro è stato consegnato stamattina al sindaco Sergio Pirozzi, sorridente, generoso di abbracci e parole di fiducia intrattenute con tanti giovani che gli facevano attorno capannello. La somma, piccola rispetto alle altre donazioni che dall’Italia e dal mondo convergono su Amatrice, ma grandissima se proviene dallo sforzo volontario di adolescenti che si mettono in gioco creando e impegnandosi nella scuola, nasce dalla vendita dei loro lavori di acerbi creativi, di artisti in crescita pieni di idee.

Il progetto didattico in rete “Gli Artisti per Amatrice”, ideato dalla Prof.ssa Alessandra Giacobbi (ex allieva e docente dell’istituto reatino), è iniziato durante le feste natalizie e non poteva che concludersi proprio sotto Pasqua, nei giorni della rinascita. In una cerimonia molto semplice ma sentita nel parco Don Minozzi, le scuole hanno consegnato, oltre l’assegno, i loro doni simbolici: un dipinto, un lavoro fotografico, un’incisione di grande formato e due piccole torri, quella di Amatrice e quella di Accumoli. Il Prof. Beretta, che ha curato l’apporto del liceo reatino, si è detto molto soddisfatto degli sforzi di persone che a diverso titolo, fuori e dentro la scuola, in modo volontario e gratuito, hanno contribuito alla realizzazione di questo fine collettivo: un’azione solidale di piccoli apporti partendo dalla manualità e da se stessi, da ciò che uno sa fare.

Guardando il modello della torre di Amatrice realizzata da Andrea, il sindaco Pirozzi ha apprezzato che le lancette dell’orologio non segnassero le 3.36. Non si vogliono cancellare gli emblemi del terremoto che ha raso al suolo uno dei borghi più belli d’Italia e ha spezzato tante vite, ma si vuole guardare alla vita, alla seconda vita di Amatrice, di un tempo che scorre nella ricostruzione di una comunità, ha detto. La torre civica di Accumoli (da pochi giorni messa in sicurezza), realizzata da Daniele con il legno dipinto, ha fatto dire ad alcuni studenti che per le chiese e per le architetture di pregio di questi borghi si poteva fare di più nella salvaguardia per scongiurare successive distruzioni, come quelle avvenute il 30 ottobre e a gennaio; vedere oggi da lontano la chiesa quattrocentesca di S. Agostino in macerie, monca di tante parti come dopo un bombardamento, fa male, troppo male.

Dopo le parole commosse della professoressa Giacobbi, Pirozzi ha lanciato un ponte verso il futuro per unire ancor più Amatrice ai licei artistici con le loro linfe vitali, sensibili e operose. Ha chiesto ai docenti di pensare a progetti strutturati per decorare i muri di cemento di Amatrice con graffiti colorati. Tutto intorno al parco Don Minozzi sono state già dipinte sul muro perimetrale figurazioni di personaggi che ricordano Klee; il suo desiderio è mettere a disposizione delle scuole alcuni muri di aree deputate ai giovani con temi concordati legati ai Monti della Laga, alla natura e allo sport.

Subito l’idea è stata accolta dalla dirigente scolastica di Viterbo Simonetta Pachella, che ha proposto di inserirla in un contesto didattico di progetti di Alternanza scuola-lavoro.
Gli studenti hanno voluto rendersi conto e guardare con i loro occhi le case lesionate e distrutte. Hanno visto il palazzetto dello sport che contiene il maxischermo per vedere tutti insieme i film e le partite di calcio, per aggregare e unire la comunità di coloro che hanno scelto di restare, di coloro che ad Amatrice prestano il loro servizio volontario o ci lavorano per ricostruirla. Quello non è stato più il momento dei selfie, ma solo dello scorrere silenzioso di riflessioni intime, mute, indelebili.

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