In sabina

La Via di Francesco in Sabina è realtà

Ieri pomeriggio al Centro visita del comune di Montebuono vi è stato un importante incontro tra la Regione Lazio e gli Amministratori dei Comuni della Sabina che costituiscono l’Associazione dei Comuni Serar (www.associazioneserar.it), al cospetto di una moltitudine di cittadini, imprese, associazioni, ProLoco, docenti universitari, studiosi e giovani di Torno Subito.

Il motivo della manifestazione che il presidente dell’Associazione Serar, Egisto Colamedici, a nome dei colleghi sindaci, ha convenuto con l’Assessorato allo Sviluppo Economico di Guido Fabiani e con l’Assessore alle infrastrutture e Enti Locali, Fabio Refrigeri, era quello di ufficializzare il percorso che fa la Via di Francesco all’interno del territorio e che si congiunge a Nord con Greccio e a sud con Farfa.

La “Via” è già percorsa da anni da “camminatori” tedeschi e nord europei che seguono una specifica guida scritta in tedesco. Il lavoro fatto a seguito della costituzione della Rete di Imprese Fast ai tavoli di “progettazione partecipata” ha consentito di rivalutare il percorso, definire quelle piccole varianti che evitano di passare sulle strade asfaltate dove transitano le auto, formalizzare e ottimizzare il “cammino” e il sistema di accoglienza.

A tutti gli intervenuti il manager di rete, Salvatore Paruta, ha mostrato la mappa del territorio dove è disegnato il percorso e sono indicati i Comuni da esso attraversati, e ha raccontato il processo di progettazione partecipata che è stato adottato. Esso peraltro è ancora in atto perché si conta di disegnare tutti gli altri Cammini, e di caratterizzare ogni cammino per il mezzo di locomozione usato (a piedi in bici, a cavallo, in moto turismo) e per le caratteristiche delle persone che li percorrono (italiane e stranieri, giovani e anziani, maschi e femminine, sportivi, studiosi e religiosi o semplicemente turisti).

Il presidente Colamedici ha avuto modo di rappresentare la struttura organizzativa di Serar e la modalità di progettazione che viene utilizzata nell’area da più di dieci anni e di ringraziare il suo predecessore, Fausto Morganti, sindaco del comune di Montebuono.

L’Assessore Refrigeri ha avuto così modo non solo di esprimere i suoi apprezzamenti per l’iniziativa intrapresa e per il primo, significativo, risultato raggiunto, ma anche di rammentare come lui stesso ha seguito lo sviluppo di questa particolare ed originale forma di associazionismo tra Comuni. Egli ha infatti ricordato “all’inizio, dieci anni fa, si guardava a questa formula con un po’ di diffidenza, anche perché sembrava che andasse in competizione con la formula dell’Unione di Comuni. Ora finalmente ci si è resi conto che essa è invece una soluzione organizzativa che abbraccia Comuni e Unioni e che consente di ragionare in termini di sviluppo di aree vaste. Peraltro la constatazione del numero di anni che ha e della qualità dei progetti che è riuscita a realizzare dimostra di per sé la sua validità”.

Su questo punto è intervenuto il prof. Renato Di Gregorio che ha dichiarato: “il modello dell’Organizzazione Territoriale che sottende il funzionamento di Serar è oramai una best practice nazionale. Esso è stato presentato alla Conferenza Stato-Autonomie locali ed è oramai utilizzato, non solo da altre associazioni di Comuni in Regione Lazio, come Seraf, in provincia di Frosinone, Seral, in provincia di Latina e Aster in provincia di Roma, ma ora anche in Toscana, con Act, tra Livorno e Grosseto, e in Puglia, in provincia di Foggia, con Acf. L’esempio del lavoro fatto in Sabina è stato illustrato il 21 febbraio a Lecce, all’incontro tra l’associazione Acf e l’Associazione dei comuni salentini, voluto dall’assessore Loredana Capone della Regione Puglia, che ne conosce molto bene le potenzialità.

Altro aspetto da non sottovalutare nell’esperienza maturata in Sabina è quello dell’uso della “progettazione partecipata”. È appena uscito in questi giorni il nuovo libro di Renato Di Gregorio che descrive tutti i dettagli della metodologia. Essa non solo consente di progettare soluzioni partecipate e condivise come quella della Via di Francesco, ma anche di sviluppare contestualmente un processo di apprendimento collettivo e di responsabilità sociale delle “comunità locali” che riavvicinano i cittadini alle istituzioni e consentono la difesa dei meccanismi democratici che regolano la vita della cittadinanza nel nostro Paese e in quelli dell’Europa.

Il dottor Enrico Rumboldt, intervenuto a nome dell’assessore Fabiani, ha confermato l’apprezzamento regionale per il progetto Fast ritenuto una best practice tra le 160 Reti di Imprese che si sono costituite, sia per i risultati che si cominciano a raccogliere, ma anche per il numero dei Comuni e delle imprese coinvolte. Nel panorama che lui stesso monitora in Regione, la Reti sono quasi sempre costituite in un solo Comune e non sempre riescono a raggruppare le 30 imprese previste dal bando regionale; “Qui, invece, ci troviamo di fronte a 11 Comuni e 77 imprese!” – ha commentato. “Noi peraltro contiamo di rifinanziare le Reti migliori e di usarle come esempi per le nuove che vorremmo fossero create grazie ai nuovi bandi che contiamo di attivare”.

Il Presidente della Rete di Imprese Fast, Stefano Nesta, ha ringraziato, a nome delle 77 imprese che rappresenta sia gli ospiti regionali per la loro presenza e per gli apprezzamenti che hanno voluto fare all’opera in corso, che alle numerose associazioni culturali, sportive, religiose, e alle Pro Loco, che stanno partecipando alla progettazione comune.

La riunione ha consentito di enumerare anche i progetti che hanno preceduto FAST e che in parte lo alimentano. Essi sono stati realizzati con gli studenti delle scuole locali, con i centri degli anziani, con i cavalieri delle ippovie, con i giovani di Torno Subito. Retuar (rete del turismo archeologico) è un esempio del recente passato, di cui si attendono i relativi finanziamenti, e l’Accademia mondiale di BioArchitettura sostenibile ad impatto zero a Collevecchio è un progetto in via di realizzazione grazie al lavoro dell’architetto Valeria Galluzzi che con il contributo del programma Torno Subito e il supporto avuto in Serar, nel Laboratorio di marketing territoriale presente a Montebuono, è riuscita a portare in Italia l’Accademia che è presente ora solo in New Mexico, laddove lei è andata a studiare per due anni di seguito.

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