Speciale, Terremoto

Coldiretti, nel cratere 25mila aziende agricole. Danni per 2,3 miliardi e mercato crollato del 90%

“Nelle aree rurali terremotate si contano danni diretti ed indiretti per 2,3 miliardi tra strade e infrastrutture, case rurali, stalle, fienili, magazzini” a cui vanno aggiunti quelli sull’intera filiera agroalimentare e “le perdite per il crollo della produzione di latte e delle coltivazioni e per gli effetti negativi sul commercio per la fuga dei turisti e dei residenti”.

È quanto emerge dal dossier Coldiretti “#stalletradite”, diffuso in occasione dell’iniziativa che oggi vede radunarsi in piazza Montecitorio, a Roma, agricoltori e allevatori delle aree terremotate di Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio insieme ai propri animali e ai prodotti salvati dai crolli.

“Sono 25mila le aziende agricole e le stalle nei 131 Comuni terremotati”, prosegue Coldiretti, sottolineando che si tratta di “imprese per la quasi totalità a gestione familiare (96,5%)”. “Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola che occorre ora sostenere concretamente per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento”, commenta il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, secondo cui è importante che “la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”.

“I prodotti locali salvati dalle macerie – prosegue Coldiretti – rischiano ora di sparire per il crollo del 90% del mercato locale provocato dalla crisi del turismo e dallo spopolamento dovuto all’esodo forzato ma anche ai ritardi nella costruzione degli alloggi temporanei”. Inoltre, “gli effetti del terremoto si sono sentiti sulle presenze nei 3400 agriturismi complessivamente attivi nelle regioni colpite dove i turisti sono più che dimezzati mentre nel cratere i 444 agriturismi presenti sono praticamente vuoti”.

“La Coldiretti chiede di incentivare il turismo nelle regioni colpite dal sisma prevedendo la detraibilità delle spese sostenute dai turisti per i soggiorni nelle strutture ricettive agrituristiche”, conclude la nota.

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