I venezuelani in fila per entrare in Colombia. Vescovo di Cúcuta: «Hanno fame, malattie, sono sfiniti e denutriti»

Da troppo tempo, ormai, in Venezuela mancano cibo, generi di prima necessità, medicine. Il pugno di ferro del presidente Maduro è sempre più pesante, la gente ha fame ed è rassegnata che le cose nel proprio Paese possano cambiare. Così crescono i profughi. La frontiera più accessibile è quella colombiana: lunga 2.200 chilometri, è facilmente attraversabile, dal deserto de La Guajira alle praterie dell’Arauca. Un esodo continuo, che ormai i due ponti che collegano il Venezuela a Cúcuta, la prima città in territorio colombiano, stentano a contenere.