L’Ue dopo Roma: solidale e concreta

Il contenuto e i quattro capitoli della “Dichiarazione” firmata in Campidoglio il 25 marzo dai leader europei lasciano intravvedere una rinnovata volontà politica di procedere “insieme”. Ora l’Ue passa alla prova dei fatti.

Europa: tappa a Roma per ripartire

Le celebrazioni dei 60 anni dei Trattati fondativi il 25 marzo in Campidoglio – precedute dall’udienza dei 27 leader Ue con il Papa in Vaticano – vanno viste come un’occasione per verificare a che punto si trova l’integrazione comunitaria, comprenderne i limiti e fissare nuovi possibili obiettivi. Per poi riprendere il cammino insieme, collocando il cittadino al centro del progetto europeo

La Chiesa “crede” all’Europa. E i cristiani?

Il magistero dei pontefici e i pronunciamenti degli episcopati sostengono, da sempre, il processo di integrazione comunitaria, pur segnalandone eventuali criticità o ritardi. Gli organismi ecclesiali di respiro europeo, Ccee e Comece, confermano questa attenzione costante. Occorre però domandarsi se i credenti prendano sul serio l’impegno per edificare la “casa comune”

Europa: crisi alle spalle, ma restano 20 milioni di disoccupati. Perché i numeri non dicono tutto…

La pesante recessione che ha attraversato il continente negli ultimi anni sembra arretrare, lasciando però sul terreno imprese chiuse, bilanci statali in rosso e un esercito di persone – soprattutto giovani – senza impiego. Eppure secondo le statistiche Ue i mercati del lavoro diventano più vivaci e recettivi. Qual è la realtà? Con questo articolo Sir comincia un tour europeo per far luce sul problema

Ue, 2016 “hannus orribilis”. E il 2017?

Lo scorso anno è stato caratterizzato dai tentativi di risposta dell’Unione a crisi economica, Brexit, minacce terroristiche e pressioni migratorie. Quali sorprese riserverà l’anno in corso? I test elettorali di Paesi Bassi, Francia e Germania costituiranno una cartina al tornasole dello stato di salute dell’Europa