Chiesa Locale, Cicolano e Valle del Salto

Nel cappuccio di Francesco 800 anni di fede: intensa celebrazione a Corvaro

È stata gioiosa e vivace la festa per il Cappuccio di san Francesco, celebrata nella seconda domenica di Pasqua dal vicario del Cicolano

C’era anche il ministro provinciale dei Cappuccini, padre Gianfranco Palmisani, ad affiancare don Francesco Salvi nella celebrazione della seconda domenica di Pasqua a Corvaro. Ma soprattutto c’era la gioiosa presenza di fedeli e religiosi da tutto il Cicolano, perché nel movimentato paese al confine con l’Abruzzo, la ricorrenza coincide con la festa del Cappuccio di san Francesco, che anima l’abitato con una sentita processione conclusa dalla messa.

La preziosa reliquia, baciata al passaggio da uomini, donne e bambini, viene infatti portata tra le strade del paese per ricordare il passaggio da quelle parti del Poverello. La processione passa anche in mezzo al mercato e si ferma sulla piazza attigua alla chiesa di San Francesco per lo spettacolo pirotecnico. La preghiera viene intervallata dal canto “Son terziario francescano”, di antica memoria, che attesta la grande tradizione francescana di Corvaro e del Cicolano. Al punto che, pur non attestata da documenti scritti, l’autenticità della devozione per la reliquia del cappuccio è certificata dalla durata, visto che l’evento si ripete senza interruzioni da ottocento anni.

Una chiave di lettura offerta dallo stesso padre Gianfranco, che, presiedendo l’Eucaristia, ha ricordato l’abitudine che san Francesco aveva di donare qualcosa di suo alle comunità nel suo attraversare il centro Italia, aggiungendo che nella Chiesa la tradizione ha il valore di un documento fondamentale.

«Il cappuccio qui esposto – ha sottolineato il frate – è segno della profonda stima che il santo ha riconosciuto ai vostri antenati. Una stima e un’amicizia che arriva fino a voi, che avete la fortuna di perpetuare questa tradizione». Ma ancora più bella, ha aggiunto frate Gianfranco, è la scelta di celebrare questa ricorrenza nel giorno dell’ottava di Pasqua, perché «è un tempo bellissimo, fondamentale della nostra fede. La Pasqua è il centro della nostra fede. È un evento misterioso, ma anche carico di amore, perché Cristo ha vinto la morte per la nostra salvezza. Questo è il messaggio centrale della vita cristiana».

Contenuti verso cui san Francesco è una guida sicura, con la sua capacità di saper vedere la bellezza del mondo al netto del peccato, quasi «con l’occhio di Dio». Padre Gianfranco ha infatti spiegato che l’avversione del santo per il peccato deriva dal suo impedire all’uomo di «vivere in pienezza, gustare l’amore di Dio e incontrare l’amore di Dio per ciascuno di noi».

L’indicazione che allora si può trarre dal dono del cappuccio da parte di Francesco, dal suo aver chiamato tutti alla fraternità, è un invito a partecipare alla creazione, a lavorare per un mondo più vero, più bello, più pacifico, più sano.

Previous ArticleNext Article
Nato a Rieti nel 1974 è grafico e fotografo.

Rispondi