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Amatrice, cresce l’attesa per l’ingresso nelle «casette»

(da «Lazio Sette») Sei mesi sono già passati, incontrando nel loro scorrere diversi sentimenti: il dolore, lo smarrimento, la rabbia, la speranza. Sei mesi di lavoro, incessante, di promesse (tante), di solidarietà. Eppure, per le popolazioni del Centro Italia colpite (e ancora scosse) dal terremoto, sembrano prossimi i giorni in cui finalmente avranno le prime risposte concrete. Almeno per i cittadini di Amatrice, dove è attesa per venerdì 10 marzo la consegna delle prime 25 Sae (Soluzioni abitative di emergenza), le casette assegnate nelle scorse settimane, per le quali sono in corso i lavori per ultimare le opere di urbanizzazione, e per il 20 marzo la consegna della mensa area food.

Lo ha comunicato il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, facendo il punto della situazione sui lavori in corso e sottolineando come la macchina amministrativa sia riuscita a superare moltissimi ostacoli non solo di carattere burocratico, ma anche geografico: il comune di Amatrice è infatti l’undicesimo del Lazio per estensione ed è vasto 174 chilometri quadrati, e comprensivo di 69 frazioni.

«Nonostante la dimensione dei danni e le difficoltà procedurali per la messa a disposizione delle aree – ha detto Pirozzi – ad oggi mi ritengo soddisfatto. Sono 37 le aree individuate, e di queste pochissime quelle ancora da consegnare alla Regione Lazio e per le quali stiamo procedendo alla presa in possesso dei terreni. È stato faticoso, perché oltre a quelle che serviranno per accogliere i residenti del centro storico di Amatrice, abbiamo individuato anche le aree di prossimità alle frazioni, e poi l’area food e le aree commerciali. Si è voluta fare una scelta di buon vivere perché, come dico spesso, noi non siamo terremotati, ma sfrattati a tempo. Non si molla, perché amiamo questo territorio, e amarlo significa anche non voler sradicare le persone dalle loro frazioni».

Sempre ad Amatrice, sono iniziate il 1 marzo le operazioni di demolizione dell’ospedale Francesco Grifoni: i vigili del fuoco, i carabinieri e tecnici del Comune, della Curia e del Mibact hanno proceduto al recupero delle opere d’arte e degli arredi sacri nell’ala antica dell’ospedale sorto attorno all’ex convento dei Cappuccini struttura, questa, che custodisce anche la cella dove dimorò San Giuseppe da Leonessa, e che non sarà interessata dalla demolizione, ma sarà recuperata.

I vigili del fuoco hanno provveduto a mettere in salvo anche l’archivio del Grifoni, che si trovava nel seminterrato. Intanto sono arrivati ad Amatrice anche i primi moduli del Pass della Regione Lazio, la struttura sanitaria che sarà allestita all’interno dell’istituto Don Minozzi. Intanto, sull’emergenza abitativa, anche la Regione Lazio ha fatto il punto della situazione: «In totale – comunicano dalla Pisana – sono 673 le Sae da realizzare: 21 le gare indette, 13 per Amatrice e 8 per Accumoli, per un totale di 379 Sae, 236 ad Amatrice e 143 ad Accumoli, oltre alle 125 realizzate dall’esercito per un totale di 503. Sono stati avviati i lavori su 14 cantieri (9 Amatrice e 5 Accumoli). Risultano assegnate già dal Comune 25 casette nel Campo Lazio nella zona centrale di Amatrice e montate già 60 casette presso il Campo 0 e area Anpas. Entro Pasqua dovrebbero essere realizzate circa 400 casette».

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