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Dai luoghi del sisma: Accumoli, rinascere è fare sistema

Del comune di Accumoli si parla meno rispetto ad Amatrice, ma anche questo paese, posto all’epicentro del sisma del 24 agosto, ha pagato un prezzo altissimo e, a più di sette mesi dal terremoto, risulta sostanzialmente disabitato

«Sarà dura, ma noi ce la metteremo tutta. Cercando di non essere egoisti, perché chi sta nel cratere potrà portare a casa qualcosa di più di quelli che non lo sono, però se non facciamo sistema lo sforzo sarà vano».

È stato il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, a concludere l’incontro del vescovo con i sindaci dello scorso mercoledì. Il Primo Cittadino del comune che insieme ad Amatrice ha subito i danni più feroci dalla serie di terremoti iniziata il 24 agosto. Una situazione raccontata anche al principe Carlo di Galles durante la sua visita ad Amatrice, la scorsa domenica.

«Accumoli la ricostruiremo più bella di prima, con tutti i servizi che non avevamo prima, con le infrastrutture nuove. Ma senza un contesto in cui inserirci – ha sottolineato il sindaco – saremo lo stesso costretti ad abbandonare il nostro territorio come lo abbiamo abbandonato oggi per il terremoto».

Il sisma difatti ha letteralmente svuotato il comune. Il paese – si legge in un recente report della Caritas diocesana, contava 227 edifici, 218 dei quali utilizzati: 121 per edilizia residenziale e 97 per uso produttivo e commerciale. Ma dopo il sisma il conto dei residenti risulta pari a zero. Una situazione che si ripete anche nelle frazioni: Cassino, Colleposta, Collespada, Villanova, Tino, Poggio Casoli, Libertino, San Giovanni, sono attualmente disabitati e per gran parte “zona rossa”.

A Grisciano sono rimasti in undici, quattro a Macchiola, due a Roccasalli. Terracino e Madonna Delle Coste contano otto persone. Un ridotto insieme di residenti che può sempre contare sull’assistenza della Caritas nei piccoli e grandi bisogni. L’accompagnamento svolto dal servizio diocesano comprende tanto gli interventi materiali, dalla fornitura di viveri fino a quella dei container ad uso abitativo, quanto il sostegno psicologico, compreso l’aiuto nell’elaborazione del lutto.

Il resto della popolazione si trova invece a San Benedetto del Tronto, ospite degli alberghi della costa adriatica. In attesa del suo rientro, la comunità è stata affidata alla cura pastorale di don Stanislao Puzio dal vescovo Domenico.

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