Vestizione dei novizi a Fonte Colombo con il vescovo Domenico

«Che il noviziato diventi una strada per migliorare il vostro sguardo sulla realtà e la vostra vicinanza al prossimo. Così Dio sarà visibile nei vostri occhi e nelle vostre vite!». È l’augurio del vescovo Domenico Pompili ai giovani Andrea Vinci, Alessandro D’Amati, Marco Giammatteo, Alessandro Ruggeri, Emanuele Meloni, Luigi Vitiello, che il pomeriggio del 15 settembre hanno vestito l’abito francescano al termine dell’anno di postulandato.

La piccola cerimonia della vestizione dei novizi (il primo della provincia abruzzese, gli altri cinque della provincia romana dei Frati Minori) è avvenuta nella chiesa del santuario di Fonte Colombo. È qui, al “Sinai francescano”, che i sei aspiranti frati hanno compiuto il periodo di pre-formazione che prelude al noviziato. Con la ristrutturazione delle province religiose, i Frati Minori hanno infatti unificato la formazione delle future leve, accentrando a La Verna il noviziato per Lazio e Abruzzo insieme a Toscana e alla Custodia di Terra Santa, mentre Fonte Colombo, che per anni ha accolto il noviziato, è divenuto sede del postulandato per le stesse circoscrizioni dell’Ordine. Ed è qui, nel convento che custodisce la memoria della Regula bullata scritta da san Francesco e della sua operazione agli occhi, che sotto la guida del maestro fra Alessandro Partini i sei giovani hanno vissuto per dodici mesi, inserendosi nella realtà ecclesiale e collaborando con la vita pastorale reatina (tra esperienze di volontariato, aiuto alle attività associative di Ac e Scout nella parrocchia cittadina Regina Pacis, collaborazione coi terziari francescani, servizio ai santuari della Valle Santa e nelle celebrazioni liturgiche diocesane).

Per loro, mercoledì pomeriggio, il momento di saluto, con la cerimonia in cui hanno vestito il saio marrone stretto dal cordone, senza ancora i tre nodi (simboleggianti i voti religiosi di povertà, castità e obbedienza) che verranno inseriti, per quanti di loro persevereranno nel cammino, al momento della prima professione religiosa dopo l’anno di noviziato. Il rito è avvenuto nel contesto della celebrazione del Vespro, presieduto dal vescovo diocesano, presenti diversi frati dei santuari reatini e di altre località laziali e abruzzesi, alcuni parroci delle località di origine dei postulanti e le loro famiglie. In tanti, subito dopo, si sono uniti alla festa, partecipando al rinfresco organizzato dalla locale fraternità Ofs, per salutare i postulanti divenuti novizi, che poi l’indomani, dopo la Messa mattutina, sono partiti direttamente per La Verna: qui – sul «crudo sasso intra Tevero e Arno», per dirla con Dante, dove Frate Francesco «da Cristo prese l’ultimo sigillo» col dono delle stimmate – andrà avanti il loro itinerario che li porterà, a Dio piacendo, ad abbracciare la forma vitæ che il Poverello d’Assisi ha tracciato per quanti vogliano farsi come lui sposi di Madonna povertà.

Foto di Massimo Renzi.

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