Il vescovo Domenico a «In ½ ora»: «la burocrazia non è un male necessario, ma un bene difficile»

Ragionando sulla situazione dei territori più duramente colpiti dal ripetersi delle scosse sismiche, durante la trasmissione «In ½ ora», condotta da Lucia Annunziata su Rai Tre, il vescovo Domenico guardato alle difficoltà del momento.

«Che in molti ci sia la tentazione di andarsene – ha detto mons. Pompili – credo sia comprensibile. Soprattutto per chi ha vissuto la prima drammatica scossa sulla sua pelle. La ripetizione non fa che ingigantire il momento del terrore. Il terrore che aleggia che se il terremoto prosegue non rimangano più persone che possano scommettere sulla ricostruzione».

Riconoscendo «l’attenzione costante» delle istituzioni, il vescovo ha quindi evidenziato come di fronte al dolore e la sofferenza si introduca «una sorta di autocensura»: un sentimento da superare perché «bisogna ricostruire ci cuori prima delle case: i beni più importanti sono quelli relazionali, che hanno a che fare con le persone». Un processo che ha sullo sfondo anche la vicenda dell’albergo di Rigopiano, perché il perdurare anomalo del terremoto «ci ha costretto a rimettere in fila le cose».

Incalzato sul tema della burocrazia, il vescovo ha quindi detto che essa «non è un male necessario, ma un bene difficile, perché diversamente si finisce di andare in contro a delle amare sorprese». La burocrazia richiede però persone «che abbiano la chiarezza della filiera» e, oltre all’organizzazione, una «ulteriore motivazione».

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