I vescovi polacchi appellano per il divieto dell’aborto eugenetico

“I valori morali devono costituire le fondamenta della legge”, ha ricordato il vescovo di Radom, mons. Henryk Tomasik, in relazione al dibattito sull’aborto che ha preso avvio oggi al Parlamento polacco

Il presule, ricordando le parole di Giovanni Paolo II – “qualora venisse violato il diritto alla vita dal suo concepimento come essere umano, verrà colpito indirettamente tutto l’ordine morale volto a garantire il patrimonio umano inviolabile” – ha sottolineato che l’iniziativa popolare “Stop all’aborto” firmata da oltre 830mila persone “è volta a una maggiore tutela dei concepiti nella prospettiva di un sempre più vasto campo dell’eugenetica prenatale”. La presidenza dell’episcopato polacco si è rivolta a tutti i parlamentari con un pressante appello di adottare la legge che vieti l’aborto “eugenetico” sottolineando che “il diritto alla vita non sia solo una questione d’opinione o di religione ma scaturisca dalla legge naturale e dalla dignità umana comunemente riconosciuta”. Il progetto di legge della “Stop all’aborto” sostenuto dal partito di maggioranza Legge e giustizia (Pis) verrà discusso parallelamente all’altro progetto, presentato dal comitato “Salviamo le donne 2017” che vorrebbe invece la liberalizzazione dell’aborto entro la 12ma settimana di vita fetale. In previsione delle manifestazioni, la sede del Parlamento polacco è stata circondata da agenti in assetto anti-sommossa e da barriere che i gruppi pro life hanno addobbato con delle foto di feti abortiti.

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