Vescovi Malta: “no ad aborto ed eutanasia, sì a obiezione di coscienza e a cure palliative”

Nella lettera pastorale “Cherishing life”, diffusa in occasione della Solennità dell’Assunzione di Maria, i vescovi di Malta e Gozo, Charles Scicluna e Mario Grech, richiamano l’importanza di tutelare la vita fin dal concepimento, mettendo in guardia dai farmaci abortivi e sottolineando la necessità di rispettare il diritto all’obiezione di coscienza degli operatori sanitari. I presuli intervengono quindi sul dibattito sull’eutanasia in corso nel Paese, dopo che in luglio il governo ha respinto un progetto di legge per la sua legalizzazione. “L’eutanasia è una minaccia alla vita”, afferma il documento. Pur comprendendo la sofferenza dei malati gravi e dei loro familiari, i vescovi sottolineano che il valore della vita “non dipende dalla condizione di salute o dalla soddisfazione di una persona per la qualità della sua esistenza”. L’eutanasia “non può mai essere nell’interesse del paziente”. Un malato ha diritto alla cura e “la società ha l’obbligo morale di fornire servizi sanitari in difesa del diritto alla vita”. “Ogni persona – aggiungono i presuli – si riserva il diritto, legale e morale, di rifiutare” l’accanimento terapeutico, ma “bisogna fornire le cure necessarie ad alleviare il dolore psicofisico dei malati, fino alla morte naturale”. Nel documento la richiesta che Malta “rafforzi i servizi sanitari” di qualità, in particolare le cure palliative e l’assistenza ai malati terminali. “La Chiesa in Malta – annunciano – lavorerà con l’Hospice Movement ‘The House of Mercy’”. Infine un appello a tutti i fedeli affinché “incrementino le opere di misericordia” perché nessuno si senta sopraffatto dalla malattia o dalla cronicità della sua condizione.

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