Chiesa di Rieti

Verso l’Incontro Pastorale: ritrovare insieme il senso della festa

Quest’anno l'Incontro Pastorale sarà centrato sulla “Domenica”, perché l’intera comunità cristiana sia nuovamente sensibilizzata a fare dell’Eucaristia il cuore della sua vita, ma anche perché è necessario riflettere su come sono cambiati nella società e tra i fedeli la percezione della festa, il senso del sacro, la gestione del tempo

Siamo sulla soglia dell’Incontro Pastorale di settembre, l’appuntamento con cui riprende idealmente il via l’attività della Chiesa locale dopo la pausa estiva. Il 6, 7 e 8 del mese, sacerdoti, laici e religiosi si ritroveranno tutti insieme a Contigliano, nel centro pastorale diocesano, per condividere qualche spunto che le parrocchie possano ripensare giungere all’avvio del nuovo anno pastorale con nuove idee e nuovi progetti.

Il tema è quello della “Domenica” ed è stato scelto dal vescovo d’intesa con i vicari delle zone pastorali, i direttori degli uffici di curia e gli altri organi consultivi della diocesi. L’obiettivo è quello di declinare l’argomento in modo da sollecitare un piccolo scossone nella vita domenicale delle parrocchie.

Ad introdurre la riflessione sarà Andrea Grillo, teologo e professore di Teologia dei sacramenti e Filosofia della Religione a Roma, presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, e di Liturgia a Padova, presso l’Abbazia di Santa Giustina. Suo il compito di sollevare problemi, aprire prospettive, sollecitare riflessioni, di riscaldare le intelligenze e i cuori in modo che, il secondo giorno, si possa lavorare con profitto seguendo la formula dei gruppi di lavoro. Una novità di quest’anno che intende mobilitare le persone attive nel contesto delle parrocchie, ciascuna secondo la propria responsabilità.

Il dibattito sarà aperto e agevolato da una serie di linee guida: Domenica e iniziazione cristiana (Come accompagnare i bambini alla pienezza?); Domenica e relazioni fraterne (Tempo graziato in famiglia, il riposo, la comunità parrocchiale); Domenica e missione di carità (L’amore del Signore per i nostri fratelli, gli ultimi, il creato); Domenica e liturgia (Ars celebrandi, ministerialità, canto e musica); Domenica e tempo celebrativo (La Parola di Dio offerta, le feste, l’anno liturgico); Domenica e spazio (Quali strutture ci servono davvero? Quali non ci servono più? Come adeguare i nostri edifici per una pastorale in uscita?). Tutti argomenti che riflettono la bellezza e la ricchezza della domenica, che non si può interpretare semplicemente a partire dalla celebrazione eucaristica, pur essendo l’Eucaristia il culmine della vita cristiana, l’unico punto davvero irrinunciabile per la Chiesa.

Il tema, non a caso, giunge al quarto Incontro pastorale. Nel 2016 ci si è lasciati guidare da tre verbi: “Camminare, Costruire, Confessare”; nel 2017 si è ragionato su come stare “Al passo dei giovani”; lo scorso settembre è stata affrontata la “Dimensione sociale del Vangelo”. Come a dire che i temi della domenica, della festa, dell’Eucaristia non possono essere affrontati indipendentemente dal contesto. E se il contesto comprende le difficoltà pastorali e l’allontanamento dalle Messa domenicale, non si può certo rispondere lasciandosi prendere dallo scoramento, né continuare a fare le stesse cose di sempre. «Bisogna ammettere che il tentativo di risolvere il problema della partecipazione alla Messa a partire dalla Messa è destinato al fallimento», ha spiegato il vescovo Domenico in una delle riunioni preparatorie all’Incontro Pastorale: «Occorre semmai riscoprire le ragioni del festeggiare: solo questo riattiverà la necessaria serie di relazioni e contatti vitali». Riguardo alla Messa, il “si deve”, l’obbligo sociale, non funziona più da tempo, ed è un bene se si punta a costruire una comunità cristiana più matura. Ma «rispetto alla sfida della “scelta consapevole”, i preti non possono semplicemente limitarsi a suonare la campana» e le comunità parrocchiali debbono essere aperte e accoglienti: «se si è perso il senso della festa è perché sono saltati i rapporti e da quelli occorre ripartire».

L’Incontro Pastorale – che è l’unica occasione dell’anno in cui si incontrano tutti: preti, laici, operatori pastorali, insegnanti, religiose e religiosi – è dunque un’occasione preziosa per trovare le giuste strategie. E riconquistare un po’ di quell’entusiasmo che sottrae all’accidia, all’immobilismo, alla depressione, e aiuta a fare qualche proposta, a ripartire dal poco che c’è.

Che poi, a ben vedere, tanto poco non è: «a dispetto del senso di frammentazione generale – ha notato mons Pompili – bisogna pure ammettere che ogni domenica le parrocchie riescono a riunire più persone di quanto non riescano molte altre realtà». Compresi i più affollati centri commerciali, che di sicuro sono luoghi di convergenza, ma non certo di comunione.

Una intuizione da aggiungere alle suggestioni del prof. Andrea Grillo e agli spunti che i gruppi di lavoro forniranno al vescovo affinché possa sintetizzare le conclusioni e proporre qualche linea operativa.

Come si vede, l’appuntamento è importante per tutti e a tutti richiede un contributo, perché punta a individuare le condizioni necessarie al rinnovamento della vita pastorale: un obiettivo impossibile se i sacerdoti e i fedeli si limiteranno a una partecipazione formale o poco convinta.

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