Verso l’Incontro Pastorale: Camminare. Come Giuseppe

La riflessione ispirata al primo verbo, camminare, si nutre delle pagine del Vangelo che narrano la Fuga in Egitto. Dopo aver adorato il Bambino Gesù onorandolo con i doni simbolici dell’oro, dell’incenso, della mirra, i Magi tornarono in Oriente senza riferire ad Erode l’esito del loro straordinario incontro. Ciò non bastò ad evitare la strage degli Innocenti né a mettere al riparo la Sacra Famiglia dalla furia vendicativa del sovrano che sentiva sfuggirgli inesorabilmente il proprio potere. Fu allora Giuseppe a compiere una scelta radicale, l’unica che poteva valere a salvaguardare la vita stessa di Gesù, abbandonando la sua casa, il suo lavoro, rinunciando ad ogni certezza consolidata della propria esistenza. Da Betlemme, dove con Maria era giunto per il censimento indetto da Roma, Giuseppe si mette in cammino verso la terra d’Egitto, che fino ad allora aveva rappresentato per Israele il luogo dell’esilio, cercando là un’occasione di salvezza.

La pittura devozionale, con l’ intrinseca forza evocativa che la caratterizza, rappresenta il tema iconografico mediante poche, significative varianti: Giuseppe, a piedi, governa l’asina che porta sul basto Maria e il Bambino, camminando per vie impervie ed isolate in un paesaggio da favola, oppure sosta sfinito, cercando riparo e refrigerio all’ombra di una palma, mentre un corteggio d’angeli offre conforto al Divino Bambino.

La fatica estenuante, la rinuncia estrema a tutto quanto nella propria esistenza Giuseppe aveva costruito, la sua dignità, la rispettabilità sociale, la condizione di stabilità economica se non proprio di benessere conquistata attraverso il lavoro, tutto è sacrificato, tutto è subordinato alla conquista dell’incolumità e della sicurezza, possibile solo in terra straniera.

È proprio questo il senso del camminare intrapreso da Giuseppe, padre responsabile ed affettuoso, capace di sacrificarsi per amore della sua famiglia, che dovremmo riconoscere nei volti stanchi, segnati dalla fatica e dalla sofferenza, di tanti che ancor oggi camminano fino allo sfinimento alla ricerca di un paese dove vivere in pace.

Rispondi