Incontro pastorale

Verso l’Incontro pastorale: dare forma al desiderio di cambiare il mondo

Nuove povertà, rivoluzioni tecnologiche, riassetto del sistema previdenziale: i problemi dell’economia sociale saranno al centro del consueto Incontro di settembre. Nei giorni 7 e 8, l’appuntamento che vede il mondo ecclesiale ritrovarsi per tracciare linee guida dell’anno pastorale intende affrontare il rapporto tra annuncio del Vangelo e dimensione sociale, con l’idea di poter contribuire al miglioramento. Per questo alle analisi si affiancheranno proposte concrete e vive esperienze. Il 9 sarà il vescovo a fare la sintesi

Ci saranno saranno due economisti a fornire gli argomenti al prossimo Incontro pastorale. La scelta potrebbe sembrare peregrina: che ci azzecca l’economia con la Chiesa, con la missione, con l’evangelizzazione? A fare domande come questa di solito è chi vorrebbe relegare la religione alla segreta intimità delle persone, senza influenza alcuna sulla vita sociale e nazionale.

Ma la fede cristiana ha un altro segno: non è comoda o individualista, né si accontenta di star chiusa nel privato o nelle sacrestie, ma si preoccupa della salute delle istituzioni, si interessa della società civile, dice la sua sulle cose che accadono. «Una fede autentica – ricorda papa Francesco – implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo, di trasmettere valori, di lasciare qualcosa di migliore dopo il nostro passaggio sulla terra».

E se il tempo presente soffre la contraddizione tra la ricchezza disponibile e la sua distribuzione, i fedeli non possono fermarsi all’idea che «non ci sono i soldi», ma debbono interrogarsi si meccanismi che hanno prodotto questa situazione, e contribuire ai rimedi. Senza inseguire un attivismo frenetico, ma provando una lettura della realtà.

Basta avvicinarsi ai giornali per vedere emergere l’articolato problema delle povertà. E pure la pace sociale sembra a rischio. Basta dare un’occhiata alle cose che si scrivono su Facebook per misurare quanto la gente si stia incattivendo. Il tema dei migranti suscita le reazioni più scomposte e dalle nostre parti anche gli strascichi del terremoto danno preoccupazione, perché le difficoltà suscitano sempre meno solidarietà o coesione, e sempre più rabbia e conflitti.

Non è facile annunciare il Vangelo in situazioni che hanno nelle questioni fondamentali la propria urgenza. Anche per questo è necessario impegnarsi per ridurre i problemi, costruire la pace, rispondere alle povertà. Alcune situazioni premono più di altre. La precarietà del lavoro, ad esempio, non è affatto estranea alla crisi della famiglia, alla scelta di non sposarsi, al calo della natalità. E spesso le famiglie sono lasciate sole anche davanti alle disabilità, alla malattia, alla vecchiaia. Né si può dimenticare il tema dell’immigrazione, che ha oramai raggiunto una dimensione epocale.

Quali sono le risposte che possono dare le parrocchie, le associazioni, le confraternite, la comunità cristiana nel suo insieme? Gli economisti Stefano Zamagni e Luigino Bruni non aiuteranno solo nell’analisi del problemi, ma proveranno anche a fornire un diverso orizzonte di pensiero e qualche efficace strumento operativo. Starà poi a ogni realtà inventare le formule per sperimentare iniziative di pastorale sociale, anche assumendo su di sé qualche rischio.

Ma questo è il momento di rimboccarsi le maniche: ne vale la pena, anche perché può riuscire di incidere davvero sulla realtà, a fare politica nel senso più nobile, che vuol dire rendere il mondo più giusto e più umano, a dispetto di chi intende semplicemente privilegiare gli spazi di potere.

Il programma

È “Custodire e coltivare”, lo slogan della tre giorni dell’Incontro pastorale. Perché nel guardare alle ricadute sociali dell’evangelizzazione, non si può mettere da parte la relazione tra “eco-logia” ed “eco-nomia”.

Due parole in cui risuona il prefisso greco oikos, che indica la casa: spazio abitato da amministrare, ma anche la “casa comune”, in senso ambientale. Due sfere connesse, insegna papa Francesco con la Laudato si’: per questo il sottotitolo dell’iniziativa evoca “ragioni del cuore e sani principi per non perdere ciò che realmente conta”.

I primi due giorni al Centro pastorale diocesano di Contigliano

L’incontro con Stefano Zamagni il 7 settembre e con Luigino Bruni il giorno successivo, sarà incorniciato da un monologo. Il primo giorno, incentrato su “Una sapienza per custodire e coltivare la casa comune e la famiglia umana”, il preludio sarà affidato a Roberto Mercadini. Romagnolo, quarantenne, ex ingegnere informatico passato all’attività teatrale di monologhista, Mercadini si definisce “poeta parlante” e darà il via alla convention diocesana con un monologo su “Noi siamo il suolo, noi siamo la terra”.

La relazione di Stefano Zamagni sul tema “Comunità affettive per rigenerare la terra” sarà quindi seguita da una tavola rotonda, che vedrà il ritorno a Rieti di Licia Colò: giornalista particolarmente attenta all’ambiente, che già fu ospite del Meeting dei giovani a Greccio nel gennaio 2016. Suo il compito di fare da moderatrice tra i portavoce di alcune delle Comunità Laudato si’ appena costituite.

Stesso schema per il pomeriggio seguente, incentrato su “Principi evangelici per una economia di promozione dell’umano”. In apertura, ancora un monologo, affidato al poeta Carlo Giacobbi che presenterà Veramente quest’uomo a partire dalla sua omonima raccolta di poesie sul Vangelo di Marco.

Alla relazione del prof. Luigino Bruni su “Benedetta economia… creativa, partecipativa, solidale”, farà seguito una seconda tavola rotonda, che vedrà coinvolti alcuni responsabili di imprese sociali, cooperative che si impegnano a far decollare un modo nuovo, equo, sostenibile, di fare impresa. A moderare sarà il giornalista Paolo Ruffini, già direttore di Tv 2000, poi è stato scelto dal Papa quale nuovo prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.

Terzo giorno a Rieti, tra San Domenico e Cattedrale

I lavori si concluderanno nel pomeriggio di domenica 9 settembre, che nel calendario liturgico diocesano segna la ricorrenza dell’anniversario della dedicazione della Cattedrale. Di conseguenza ci si sposta a Rieti, nella chiesa di San Domenico, dove mons Domenico Pompili tirerà le conclusioni e proporrà le linee programmatiche per l’attività pastorale, affinché nel vissuto delle parrocchie e della realtà locale, gli stimoli offerti dalle riflessioni dei giorni precedenti possano portare frutto.

L’ultima parola del vescovo Domenico sarà poi l’omelia che terrà nella Messa solenne che, nella festività della Dedicazione, sarà celebrata alle 18 in Santa Maria.

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