“Venite e ripariamo la mia casa”: concluso il campo itinerante dei giovani di Ac

“Venite e ripariamo la mia casa”: con questo titolo dal sapore francescano, e con l’evidente richiamo alla solidarietà con l’impegno di ricostruzione post sisma, si è svolto il particolare campo Giovanissimi organizzato dal Settore Giovani dell’Azione Cattolica diocesana nei primi cinque giorni di settembre.

Una forma particolare per il campo di quest’anno, svolto in modo itinerante attraverso i luoghi della valle reatina che san Francesco ha scelto come fondanti per la propria esperienza di fede. Ed è proprio dall’interpretazione dell’invito di Gesù che il santo si sentì rivolgere ad Assisi davanti al crocifisso di San Damiano («Francesco, va’ e ripara la mia casa») che il campo ha preso ispirazione. La frase è posta al plurale proprio perché l’invito è stato esteso, oltre che agli adolescenti dei gruppi di AC di Rieti, anche ai coetanei della diocesi di Savona-Noli, che avevano chiesto di condividere un’esperienza in terra reatina anche come vicinanza alle popolazioni terremotate. E poi quel “mia casa”, pensando anche alla vignetta di Giannelli scelta dal vescovo Pompili come apertura del’incontro pastorale dello scorso anno, voleva esprimere anche la volontà di lasciare un segno visibile nella ricostruzione dei paesi colpiti dal terremoto.

Così i cinque giorni si sono snodati nei quattro santuari francescani della Valle Santa, proponendo un parallelismo fra la vita di Francesco e quella dei partecipanti reatini e liguri: dal presepe di Greccio alla genesi del Cantico delle creature alla Foresta, i ragazzi si sono interrogati sul proprio cammino spirituale, sulla capacità di vedere la “stella” del Bambino, fino al proprio rapporto con il creato. A Fonte Colombo, poi, la memoria della regola francescana come stimolo a chiedersi che tipo di “regola” ispiri la propria esistenza. Quindi, sui passi del Poverello in quel di Poggio Bustone, dove il santo sperimentò la misericordia di Dio nel sentirsi assicurato il perdono dei peccati giovanili, occasione per i ragazzi del fare esperienza del perdono attraverso la confessione sacramentale.
In tutto questo cammino non poteva mancare però il chiaro riferimento alle ferite sulla pelle e sul cuore di questo territorio e delle persone che lo abitano: perciò si è scelto di andare a vivere una giornata a servizio delle popolazioni colpite dal terremoto di un anno fa. La giornata domenicale ha così avuto la trasferta nell’amatriciano, precisamente nel territorio di Accumoli, dando occasione ai giovani di svolgere un momento di servizio e condivisione nella cooperativa di Illica che – assieme ad un’altra azienda di Terracino – l’AC reatina sta aiutando a ripartire. Ad Accumoli, poi, la partecipazione alla Messa presieduta dal vescovo Domenico Pompili, assieme alla locale comunità che viveva la festa anticipata della Vergine Addolorata (appuntamento molto sentito nella devozione popolare accumolese).

Un’esperienza che difficilmente dimenticheremo, tanto i ragazzi quanto noi animatori. Tanta la stanchezza, ma altrettanta è stata la gioia di rendersi utile per chi ha sofferto, per chi si è visto portare via tutto in un secondo. Anche i legami che si sono creati con i ragazzi di Savona hanno reso il tutto molto più intenso e speciale. Il campo si è concluso con la canzone Perfetta letizia, tratto dal musical “Forza venite gente”: non si può, infatti, non essere felici e gioiosi per tutta questa grazia che abbiamo ricevuto in questi giorni.

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