Venerdì 10 aprile il terzo incontro del Premio Letterario Città di Rieti

“Se chiedi al vento di restare”, edito da Piemme, di Paola Cereda, sarà la 3° opera finalista del Premio Letterario Città di Rieti Centro d’Italia che verrà presentata presso l’Auditorium Varrone, venerdì 10 aprile alle 17. Paola Cereda, nata in Brianza, è psicologa e appassionata di teatro. Dopo un lungo periodo come assistente alla regia in ambito professionistico, è andata in giro per il mondo fino ad approdare in Argentina, dove si è avvicinata al teatro comunitario. Tornata in Italia, vive a Torino e si occupa di progetti artistici e culturali nel sociale. Vincitrice di numerosi concorsi letterari, è stata finalista al Premio Calvino 2009 con il romanzo Della vita di Alfredo (Bellavite).

“Se chiedi al vento di restare” è la storia di Agata, una ragazza semplice, cresciuta su un’isola nel mezzo del Mediterraneo, da un padre distante, che è solo capace di toccare il ferro della sua fucina, e una zia bigotta, invecchiata anzitempo e terrorizzata all’idea di volerle bene. Della madre rimane solo un vestito azzurro sepolto in un armadio, al posto delle carezze solo parole dure che feriscono come schiaffi. È la scoperta della passione a cambiare per sempre il corso della sua esistenza. Passione per la cucina che le permette di creare una salsa capace di dispensare il buonumore; passione per un giovane addestratore di cavalli in un circo, Dumitru che le fa capire in un muto linguaggio di soli gesti, che la vita non è un inferno, come le hanno fatto sempre credere. Così Agata inizia finalmente e vivere, a ribellarsi a un mondo chiuso, schiacciato dal moralismo, dalla corruzione, dalla prepotenza. Ma lì è nata, e lì vuole rimanere. Capirà che l’amore e la bellezza, in fondo, sono come il vento. Se non chiedi loro di restare, rimarranno a riempire i tuoi giorni. Un romanzo mediterraneo, forte, fantasioso, originale, allegro e profondamente umano.

Sul sito www.premioletterariorieti.it è possibile rivedere gli incontri già avvenuti, con Raffaella Silvestri e Giuseppe Catozzella.

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