Valle del Primo Presepe

La Valle del Primo Presepe si chiude tra gli applausi del Teatro Flavio Vespasiano

Concluso con l’evento del 5 gennaio il programma della terza edizione della “Valle del Primo Presepe”: un itinerario di fede, arte e spiritualità alla riscoperta del messaggio del primo presepe al mondo, da Greccio a Rieti toccando tutta la Valle Santa

Ha fatto registrare il tutto esaurito l’evento conclusivo della Valle del Primo Presepe al Flavio Vespasiano. Facendo seguito alla collaudata formula dello spettacolo di apertura, anche per decretare i vincitori dei concorsi legati alla manifestazione l’organizzazione si è rivolta al teatro comunale. Una scelta premiata dal calore del pubblico, che non ha mancato di riempire la platea e i palchi per assistere alla serata di parole e musica, servita anche per fare un primo bilancio della terza edizione della proposta, messa in campo dalla Chiesa di Rieti per porre l’accento sull’originalità del presepe realizzato nel 1223 a Greccio da san Francesco.

Il simbolo meraviglioso del presepe

Un’intuizione che ha trovato una sorprendente conferma nella lettera apostolica Admirabile Signum di papa Francesco, firmata dal Pontefice lo scorso primo dicembre proprio nella grotta del primo presepe. San Francesco, che desiderava vedere «con gli occhi del corpo» il mistero dell’incarnazione, andò oltre la rappresentazione: riuscì a mostrare che Dio si è fatto bambino per dirci quanto è vicino ad ogni essere umano, in qualunque condizione si trovi. Un fatto inaudito, che vede quanti si radunano attorno alla grotta ricolmi di gioia, senza più alcuna distanza tra l’evento che si compie e quanti diventano partecipi del mistero.

Un messaggio per i giovani

Il presepe induce a prendere sempre nuovamente coscienza di quale grande dono sia la trasmissione della fede, e fa sentire il dovere e la gioia di partecipare ai figli e ai nipoti la stessa esperienza. Non a caso anche quest’anno il programma della Valle del Primo Presepe ha cercato di coinvolgere in modo attivo i giovani: con i laboratori, i concorsi, la collaborazione con le scuole. Un’offerta articolata durante l’intero mese di dicembre che ha trovato un momento di sintesi proprio durante l’evento conclusivo del 5 gennaio. Innanzitutto confermando la collaborazione con il Liceo musicale di Rieti, attraverso le belle voci soliste delle studentesse Chiara Focaroli e Giorgia Imperi, accompagnate sul palco del Vespasiano dal Coro Mani Bianche: un gruppo composto da persone sorde, che non potendo far leva sui suoni, si esprime facendo cantare le mani, vestite con guanti bianchi per esaltare i gesti dipinti in aria nella lingua dei segni.

Punto di incontro tra la Valle del Primo Presepe e la parallela rassegna musicale de Il passo umile e lieto, la performance del Coro Mani Bianche è stata un poetico segno integrazione, ed è poi proseguita sul palco del teatro Flavio affiancando il Coro “Giuseppe Rosati” della basilica di Sant’Agostino, diretto dal maestro Emanuele Ciogli, in una sequenza di brani perfettamente in sintonia con il sapore della serata.

I premiati ai concorsi

I coinvolgenti momenti musicali sono stati intervallati dalla premiazione dei vincitori del concorso “Il Presepe Icona dell’Incarnazione”, aperto a quanti realizzano presepi artigianali artistici, e “La scuola e il presepe”, ovviamente rivolto alle scuole. I premi per i primi tre classificati nella competizione tra presepisti, consegnati dal maestro materano Francesco Artese, sono andati a Francesco Napolitano per San Francesco e Gesù, a Ciro Izzo, per Quanno nascette ninno, e a Lorenzo Boemo per 1223 Notte Santa. Una menzione speciale è stata riservata ai presepi presentati dalla Casa Circondariale di Rieti, dalla Coop sociale onlus Loco Motiva, dall’Associazione Mani di Forbice, dalla Confraternita di Misericordia di Rieti per mano di Roberto de Angelis, e dalle comunità di Accumoli, Amatrice, Borbona.

Più articolata la premiazione delle scuole, divisa per ordine e grado. Prime in classifica tra le scuole dell’infanzia sono risultate la Fassini dell’istituto compresivo Angelo Maria Ricci, la scuola paritaria Santa Rosa Venerini di Rieti e le classi prime A e B dell’istituto comprensivo di Borgorose. A consegnare il riconoscimento è stato l’assessore alla cultura del Comune di Rieti, Gianfranco Formichetti. È stato invece padre Francesco Rossi, guardiano del santuario di Greccio, a premiare le migliori opere delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Sul podio per le prime i lavori degli istituti comprensivi di Borgorose, di Leonessa, e del reatino Minervini-Sisti; ad aggiudicarsi il premio tra le seconde sono stati gli istituti comprensivi Marconi Sacchetti Sassetti di Rieti, Marco Polo di Rocca Sinibalda e ancora Minervini-Sisti di Rieti.

È stato quindi il vescovo Domenico a premiare le scuole superiori, che hanno visto al primo posto Arianna Franceschini del Liceo Artistico, seguita dalla classe terza B del Liceo Statale Elena Principessa e dalla quarta B dell’istituto Luigi di Savoia ITA. Menzione speciale per il presepe di Giulia Moretti, altra alunna del Liceo Artistico.

Un percorso realizzato con l’impegno di tanti

A conclusione del bel pomeriggio di allegria e musica sono saliti sul palco i sindaci di Rieti e Greccio, Comuni partner della diocesi di Rieti per l’iniziativa della Valle del Primo Presepe, realizzata anche quest’anno grazie al sostegno della Regione Lazio e della Fondazione Varrone, ma anche grazie alla consulenza scientifica dell’Associazione Italiana Amici del Presepio, alla partecipazione di tanti artisti e all’impegno vario e prezioso di tante realtà realtà del territorio e non, come Agorà, Scuola Interforze per la Difesa NBC, Fondaco e impresa sociale ProMis. «Se si va d’accordo, pur nella distinzione dei ruoli, c’è un destino per tutti», ha detto il sindaco di Rieti Antonio Cicchetti, al quale ha fatto eco il collega di Greccio, Emiliano Fabi, ricordando che il presepe «parla di inclusione, di fraternità di pace».

Con ritrovato entusiasmo

Valori richiamati anche dal vescovo Domenico che volendo fare un primo bilancio della terza edizione ha voluto sottolineare il dato qualitativo, più che quantitativo, dell’iniziativa. A dispetto dei tanti «non luoghi» che ci circondano, ha sottolineato don Domenico, la Valle del Primo Presepe permette di riscoprire il contesto locale come «luogo», cioè come spazio in cui «è possibile vivere delle relazioni, che hanno la loro fatica, ma anche il pregio di ristabilire un contatto tra le persone». In fondo, ha spiegato mons Pompili, la Valle del Primo Presepe è «un’occasione di incontro, innanzi tutto tra di noi», e «l’entusiamo» avvertito tra quanti si sono mossi tra Greccio e Rieti nasce proprio dalla scoperta che possiamo ancora innamorarci dei nostri luoghi, e a partire da questo sentimento «fare insieme tante altre cose».

I numeri della Valle del Primo Presepe

La terza edizione della Valle del Primo Presepe ha visto anche un significativo incremento in termine di visitatori. Il Santuario di Greccio e il Palazzo Papale, con le due opere monumentali realizzate dal maestro Francesco Artese sotto gli archi e l’esposizione nel soprastante salone, hanno fatto registrare circa 60.000 presenze ciascuno. Si è registrato un incremento dell’affluenza nelle altre sedi espositive del centro storico di Rieti in media pari al 20%.

Buona parte delle presenze del Santuario sono andate anche alla scoperta del borgo di Greccio, attratte dal Museo Internazionale del Presepe (che a sua volta ha registrato un incremento di presenze rispetto allo scorso anno di circa un terzo) e dalle diverse iniziative promosse dal Comune di Greccio, come la XXI Mostra Mercato di artigianato e oggettistica per il presepe e la Rievocazione storica del primo presepe, messa in scena come sempre con grande successo.

La proiezione animata “Francesco e la vera storia del presepe”, ospitata per il secondo anno consecutivo nella Sala Mostre del palazzo comunale, sul canale canale You Tube del settimanale diocesano Frontiera ha superato le 38.000 visualizzazioni, anche grazie alla condivisione di altri media.

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