“Va’ e anche tu fa’ così!”

Ferdinando Tiburzi

Siamo abituati a programmare, a progettare, a fare calcoli! Tutto questo rientra nella logica umana ed è giusto sapere ciò che dobbiamo fare, per non improvvisare e andare incontro all’insuccesso!

Tutto è frutto, quindi, di un disegno che preclude alla realizzazione di qualche opera! È così, finché non incontri Lui, il Cristo Gesù, che, quando ti si avvicina lungo il percorso, ti sconvolge la vita!

A 69 anni, quando ormai sembrava che dovessi rassegnarmi a vivere nella normalità, anche se soddisfatto del mio impegno presso il Monastero delle Benedettine di Cittaducale, si è presentato il Signore lungo la strada da Gerusalemme a Gerico! Mi ha rivolto una chiamata!

La parabola che Gesù racconta (Lc. 10, 37) è molto chiara: amare il prossimo consiste nell’aiutare l’emarginato, lo straniero, l’anziano solo, e chiunque soffre per qualsiasi genere di dolore, «caricare lui e i suoi problemi» sulle nostre spalle!

Il mio servizio di Cappellano presso l’Ospedale Provinciale “San Camillo De’ Lellis” vuole rispondere alla “Chiamata” di Gesù, personificato negli Ammalati, nei sofferenti, “nei nostri signori e padroni”, come li ha definiti San Camillo De’ Lellis!

In questa maniera, vogliamo prolungare nel tempo e nello spazio l’azione di Gesù che andava per tutte le città e i villaggi, predicando la buona novella e sanando ogni malattia e infermità, e ha voluto raffigurare se stesso e il suo modo di agire nella parabola del Buon Samaritano. Intendiamo servire l’infermo come Gesù stesso faceva e lo vogliamo servire come si serve a Cristo.

In questa nuova esperienza mi affido alle preghiere di “quanti il Signore ha messo al mio fianco”, ai tanti Amici e Fratelli, che in momenti di difficoltà sono rimasti al mio fianco! Grazie!

Desidero esprimere la mia riconoscenza a Sua Eccellenza Mons. Delio Lucarelli, che ha inteso affidarmi questo impegno delicato, che spero di assolvere per il bene di “coloro che hanno bisogno di essere Amati e tutelati”!

Un profondo senso di gratitudine vorrei rivolgere al Direttore Sanitario dell’ Ospedale, Dott. Pasquale Carducci, davvero “uomo della Provvidenza”, che mi ha donato serenità e fiducia, unitamente ad un’accoglienza cordiale e rassicurante!

Un affettuoso saluto alle Suore di San Camillo, che considero quali “sorelle preziose”, capaci di accompagnarmi con la preghiera ed i consigli più congeniali alla missione affidatami!

Un deferente abbraccio a Don Stefano, a Don Cesare, al Diacono Agostino, collaboratori di questa nuova esperienza, che sicuramente ci consentirà di lavorare in spirito di fraternità!

Soprattutto, al Personale di ogni categoria, Medici, Infermieri, Portantini, Tecnici, operatori sanitari, che affrontano con coraggio, competenza e carità un “impegno davvero straordinario” a favore dei “bisognosi”, dei “fratelli malati”, perché insieme possiamo rendere efficace il nostro lavoro, diffondendo fiducia e serenità in ogni nostro intervento, in ogni nostro gesto!

A Voi, carissimi Fratelli e Sorelle ammalati, rivolgo un affettuoso abbraccio e prometto preghiera e attenzione piena di premura, perché possiate trovare in me un “Buon samaritano”!

Su tutti imploro, tramite l’intercessione di Maria Ss.ma, nostra Madre Celeste, una Benedizione speciale, propiziatrice di copiose Grazie!

Rispondi