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Usa-Iran, primo passo sul nucleare

Al vertice di Vienna Washington apre sulla riduzione delle sanzioni. Teheran: «Posizione promettente». Bruxelles: «Incontro costruttivo»

C’è una prima svolta nei tentativi di disgelo tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. L’inviato speciale di Washington per l’Iran, Rob Malley, ha aperto a una riduzione delle sanzioni non strettamente connesse alle violazioni dell’intesa che l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva abbandonato in modo unilaterale nel 2018. Un annuncio che è stato accolto con soddisfazione dalla Repubblica Islamica, che lo ha definito «promettente».

Malley ha partecipato ieri a Vienna al vertice sul programma nucleare iraniano tra Iran, Cina, Francia, Germania, Russia e Gran Bretagna, gli altri Paesi che avevano siglato l’accordo del 2015. La delegazione statunitense non si è seduta al tavolo ma ha tenuto colloqui separati con i diplomatici dell’Ue che hanno coordinato il vertice. Vertice che è stato definito un «successo» dall’ambasciatore russo presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Mikhail Ulyanov: «Due gruppi a livello di esperti, sulla revoca delle sanzioni e sulle questioni nucleari, sono stati incaricati di identificare misure concrete che Washington e Teheran dovranno attuare per ripristinare la piena realizzazione» dell’accordo, ha riferito Ulyanov, secondo il quale «i gruppi hanno iniziato a lavorare immediatamente».

Teheran aveva reagito allo strappo di Trump con progressive violazioni dei limiti per l’arricchimento dell’uranio stabiliti dall’intesa, portandolo a una purezza del 20%. L’Iran ha inoltre limitato l’accesso dell’Aiea ai siti non dichiarati dove si sospetta possa essere arricchito l’uranio. Il successore di Trump, Joe Biden, ha aperto a un ritorno di Washington nell’accordo del 2015, che ha l’obiettivo di scongiurare che la Repubblica Islamica sviluppi armi nucleari. Teheran pretende però che gli Usa facciano la prima mossa e ritirino le sanzioni economiche. Prima di un simile passo, Biden chiede, da parte sua, un patto che regoli anche la questione dei missili balistici iraniani.

Per il momento i diplomatici iraniani si rifiutano di incontrare le controparti americane. Così a Vienna sono stati i delegati europei a fare da tramite. Malley ha aperto al ritiro di quelle sanzioni che «non c’entrano con l’accordo». «Se entrambe le parti si comportano in modo realistico, potremmo arrivarci», ha affermato. «Troviamo questa posizione promettente e realistica», ha commentato Ali Riabei, portavoce del governo iraniano, secondo cui comunque Teheran punta all’eliminazione di tutte le sanzioni. «Il nostro obiettivo chiaro è tornare alla piena ed effettiva attuazione dell’accordo da parte di tutte le parti», ha sottolineato da parte sua Enrique Mora, vicesegretario generale del Servizio europeo per l’azione esterna, che ha definito «costruttivo» l’incontro di ieri, incontro che avrà un seguito già venerdì.

da avvenire.it

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