Uniti per Rieti: «Quale centro destra resta a guardare?»

L’articolo apparso ieri sul «Corriere di Rieti», dal titolo eloquente “Il centro destra resta a guardare”, fotografa la percezione che hanno i cittadini relativamente all’inerzia che caratterizza la minoranza di fronte all’ennesima crisi del centro sinistra che governa Palazzo di Città.

Una maggioranza che non avrebbe certamente raggiunto il traguardo di metà mandato se la quasi totalità di quello che rimane del centro destra in consiglio comunale non avesse dall’inizio della consiliatura scelto di non fare opposizione ad una banda di incapaci che saranno ricordati solo per aver distrutto tutto quello che si sono trovati di fronte lungo il loro cammino. Interessati più ad alimentare una guerra di nervi tra consiglieri di maggioranza di opposte fazioni che a governare la città e presi unicamente dalla fretta di individuare prima possibile il nome del papabile assessore di turno per poi, solo dopo, ragionare su un eventuale crono-programma di fine mandato. E questo contrariamente a quello che razionalmente dovrebbe avvenire in un contesto normale, dove prima si condivide il da farsi e poi si scelgono le persone più adatte per realizzare quel programma.

Senza prospettive e senza idee programmatiche, chi scalpita per avere una o l’altra delega è animato soltanto dalla soddisfazione di ambizioni personali, affannato a vincere la corsa di tutti contro tutti e accaparrarsi la casella vuota.

Ma ha ragione l’autore dell’articolo di ieri quando, tra le righe e neanche troppo velatamente, fa intendere che tutto questo avviene nell’indifferenza di una parte consistente del centro destra, dentro e fuori il Consiglio comunale, annichilito da una lunga e preoccupante crisi d’identità.

Ci si preoccupa di fare buon viso a cattivo gioco, a non mostrarsi troppo muscolari nei confronti dell’avversario. Non si sa mai, ci dovesse essere un “ritorno” d’ira che non farebbe certo piacere ai più.

Meglio assecondare l’avversario e mostrarsi disponibile preannunciandogli l’intervento che verrà fatto il giorno dopo in consiglio comunale o garantendogli, a seconda della necessità, il numero legale in consiglio piuttosto che in qualche commissione.

E visto che al peggio non c’è mai fine, viene criticato chi l’opposizione si impegna comunque a farla: bene o male lo stabiliranno i cittadini!

Il tutto frutto di strategie politiche – afferma qualcuno – che il neofita non può capire.

Ma ipotizzando pure che ciò valga per il neofita, certamente non vale per il cittadino elettore il quale avverte, eccome, il calcolato “disinteresse” che caratterizza parte del centro destra in questa consiliatura.

Sarà anche vero che in politica tutto è ammesso e permesso ma per noi, neofiti, il troppo è troppo, anche nelle stanze del Palazzo di Città.

Rispondi