Scomparse

Una vita di passioni: scompare Luigi Colarieti, avvocato, insegnante e attore vernacolare

L'amore per la professione, per il teatro, per lo sport e per Rieti: Fabrizio Tomassoni ricorda Luigi Colarieti, personaggio molto noto in città scomparso oggi all'età di 77 anni.

Lo nasce e lo morì bau accacchjati come le sargicce…se è vero quanto scriveva Pier Luigi Mariani, è altrettanto vero che la vita terrena di Luigi Colarieti è stata una autentica stagione positiva, dai primordi al suo ultimo respiro reso mercoledì 27 febbraio scorso.

Fabrizio Tomassoni ricorda così Luigi Colarieti – per tutti Giggi – avvocato, insegnante, attore vernacolare e persona molto conosciuta nella città di Rieti.

«Il mio ricordo di Giggi è un bel ricordo. Mi onorava della sua amicizia dai tempi del campo di via San Liberatore, sul finire degli anni ’60 del secolo scorso: lui aveva vestito da monellu la maglia della Sebastiani (famosi i suoi canestri realizzati…di spalle) e quella pallacanestro d’antan lo aveva ammaliato a tal punto che, smesse le scarpette da gioco, indossò la divisa grigia di arbitro (Colarieti/Cassar indimenticata coppia dal fischietto bollente…) ma anche quella di ufficiale di gara, alternandosi con Glauco Nisio e Carlo Pezzotti nella stesura del referto di gara.

Un amore, quello per la pallacanestro mai sopito, tale da accompagnare Giggi per sempre, come una singolare stigmata. Ma Giggi è stato soprattutto avvocato: figlio di quell’Enzo Colarieti da cui ereditò tutta la bonomia e la spontaneità, perfino professionali, che solo un reatino verace poteva squadernare nelle spoglie aule di tribunale. E quella toga d’oro che Giggi ricevette recentemente per i suoi cinquant’anni di professione fu il sigillo a una onoratissima carriera di autentico penalista di vaglia.

Ma l’avventura esistenziale di Giggi Colarieti è stata poi segnata dal teatro, vernacolare in particolare, sulla scia di una fulgida tradizione, avviata proprio negli anni quaranta da Pier Luigi Mariani con “Piccola Scena” e poi proseguita con il “GAD Pier Luigi Mariani”.

Giggi esordì nel maggio 1971 interpretando il ruolo di Alfredo ne “L’aspu surdu” di Vincenzino Marchioni: da quel giorno, non smise più gli abiti di scena, sia di attore o di collaboratore alla regìa, coinvolgendovi anche la Sua consorte, Anna Rita. Il suo recitare era come muoversi nella vita di ogni giorno; il suo incedere sulla scena, con quella camminata memorabile, era un riaffermare che la lingua dei nostri padri non poteva nè essere accantonata o tantomeno trattata…male. Così, il suo avvocato difensore nel secondo atto de “Lu Piccaru” del 1972 nel ventennale della scomparsa di Mariani, rimase nella memoria dei presenti (io c’ero quella sera) per come Giggi rese la parte, davvero tanto simile al modo con cui arringava nel tribunale reatino. E poi tante altre, fino a “Lu lupu panaru” di Travaglini…In tutta questa parabola teatrale, Giggi rimase fedele al suo personaggio, tipicamente marianèo: amabile, mai fuori le righe, calibratissimo nel dialogo. Nè di lui si può dimenticare l’impegno in seno al Panathlon o in altre associazioni sportive. Ora lo piangiamo nel ricordo: e non a caso Giggi se ne andato all’appropinquarsi della festa liturgica di San Gabriele dell’Addolorata, compatrono della gioventù cattolica. Quella stessa gioventù cui Giggi dedicò molti anni nell’insegnamento del diritto negli istituti superiori cittadini.

Sipario!»…dunque, sulla esistenza terrena di Giggi Colarieti ma tutti in piedi a battere le mani per salutarlo un’ultima volta, come a lui sarebbe piaciuto…e lui avrebbe risposto con signorile riconoscenza, con quell’inchino di commiato che solo gli attori sanno esprimere!»

I funerali si terranno giovedì 28 febbraio alle ore 11.30 nella Cattedrale di Santa Maria Assunta a Rieti.

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