Parrocchie

Una scelta per la vita

Domenica 9 giugno, nella chiesa di San Francesco Nuovo, il trentatreenne Diego Boccia ha scelto di ricevere i sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Eucarestia

«A te, che hai seguito la sua luce, si apre ora la via del Vangelo perché, ponendo i fondamenti di una vita nuova, tu riconosca il Dio vivente, che realmente rivolge agli uomini la sua Parola»: è un don Giovanni Franchi profondamente commosso ed emozionato, nonostante i suoi oltre 50 anni di sacerdozio, a proclamare la meravigliosa preghiera di introduzione al rito di ammissione al catecumenato, esordio di una domenica di Pentecoste che la chiesa di San Francesco Nuovo ha vissuto in modo davvero speciale, scossa ed infiammata dalla luce vivissima dello Spirito Santo.

Si chiama Diego Boccia, tra due mesi compirà 33 anni ed è lui ad aver ricevuto – in una liturgia ammantata da un’estetica splendente – ad aver scelto di ricevere i sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Eucarestia. Lontano dalla chiesa, insieme alla giovane fidanzata Lucia – accanto a lui, emozionatissima, in questo giorno speciale – ha ascoltato un annuncio, il kerigma, la Buona Notizia, durante le catechesi svolte a piazza Tevere ad inizio anno.

E così lo Spirito, percorrendo le vie misteriose del Signore, secondo i suoi “disegni d’arte ineffabile per ogni uomo” – come li definì Re Salomone nella sua Ode – ha ispirato al giovane Diego il desiderio di porsi alla sequela di Gesù, ricevendo i sacramenti dell’Iniziazione cristiana. Un rito antichissimo, quello celebrato da don Giovanni con il prezioso ausilio del vice parroco don Lucian Petrea, che dopo anni di catecumenato introduceva nella comunità dei fedeli i cosiddetti “neofiti”, ritenuti finalmente degni dopo un lungo cammino di ricevere il battesimo.

Entrato a far parte, insieme a Lucia, dell’ultima comunità neocatecumenale della parrocchia, Diego è stato condotto per mano – in questi ultimi mesi – da Miriam Ballarin, che lo ha introdotto grazie ad una serie di incontri al mistero profondissimo di questi sacramenti. Emozionato ma composto, Diego ha ascoltato con attenzione la bellissima Parola della liturgia di Pentecoste per poi immergersi, dopo l’omelia di don Giovanni, nel rito battesimale. L’unzione con l’olio dei catecumeni per sfuggire, dice la Chiesa, come gli antichi lottatori, dalla morsa del maligno. Quindi l’aspersione con l’acqua, in quel fonte battesimale che da tanti anni, nella solenne veglia Pasquale, è stato luogo eletto del battesimo per immersione di tantissimi bimbi. Infine – con l’accensione della candela al cero pasquale, luce di Cristo – l’emozionante rito della veste bianca, che in Diego, molto più che in un neonato, ha mostrato il suo significato profondo, avvolgendo completamente il corpo da adulto del giovane neofita.

Infine, l’Unzione con il Sacro Crisma: a quel punto, fragoroso e liberatorio, è letteralmente esploso l’applauso della comunità parrocchiale, che ha vissuto l’evento attenta ed emozionata. “Se senti un soffio nel cielo, un vento che scuote le porte, ascolta: è una voce che chiama! E’ l’invito ad andare lontanto!”: così il canto ha accompagnato ed in qualche modo sigillato una celebrazione in cui lo Spirito ha soffiato, scuotendo le porte dei cuori di ognuno e dimostrando ancora una volta che la Chiesa è viva e splendente si si lascia condurre dal Santo Paraclito. Come un bimbo che si affida alle braccia forti e sicure del padre. Proprio come ha fatto Diego.

di Francesco Saverio Pasquetti

Rispondi