«Una missione possibile», buon risultato per l’incontro del Movimento per la Vita di Rieti

Il Centro di Aiuto alla Vita del Movimento per la Vita di Rieti impegnato  in un percorso di formazione ed approfondimento intorno alle ragioni da sostenere  perché la vita sia accolta sin dal concepimento fino alla sua fine naturale.

“Una missione possibile” il titolo dell’incontro svoltosi il 14 ottobre presso l’accogliente sede del complesso Casa del Buon Pastore in via del Terminillo al quale hanno partecipato gli aderenti alla realtà associativa  che è  presente sul territorio con varie iniziative  anche presso scuole della Provincia,  con spirito di prossimità diffusa e di cooperazione con varie realtà aggregative anche  attraverso il proprio Punto Vita. La vita del concepito, come “Uno di noi”, è stato il tema centrale dell’incontro.

Il Dott. Alberto Virgolino, medico ginecologo, Presidente del Movimento e Centro di Aiuto alla Vita di Terni e Membro A.I.G.O.C.(associazione italiana Ginecologi e ostetrici cattolici), ha sviluppato le problematiche legate all’aborto nascosto in termini di prevenzione trattando il tema: ”Quale prevenzione per l’aborto nascosto e per l’aborto terapeutico”. Il fenomeno della deospedalizzazione dell’aborto chimico con la diffusione della assunzione di prodotti medicinali, ritenuti contraccettivi, ma in realtà abortivi, al di fuori delle strutture ospedaliere e dunque addirittura in contrasto aperto con la stessa legge n. 194/78 introduttiva della IVG e la legge n. 405/1975 istitutiva dei consultori familiari ai quali essa assegna anche il compito di fornire alle gestanti informazione ed assistenza per contribuire a far superare le cause che potrebbero indurre la donna ad abortire. Il valore della vita di ogni essere umano già dal momento del concepimento ed il progresso straordinario della medicina per la possibilità di cura intrauterina del figlio diagnosticato imperfetto.

L’Ing. Roberto Bennati Pres.te della Federazione MPV-CAV del Lazio e Vice presidente nazionale del MPV Italiano ha ricordato nella relazione su “Il Movimento per la Vita da 40 anni per una cultura dell’accoglienza” l’escursus storico della vita del Movimento, le ragioni, le idealità e l’impegno profuso per la diffusione di una sana cultura in difesa della vita dal suo nascere alla sua naturale fine, con le opere concretamente svolte a sostegno di donne in difficoltà per varie ragioni nell’accoglienza di un figlio. Case di accoglienza, centri di aiuto alla vita, servizi SOS Vita per le mamme a rischio di aborto per motivi non legati alla propria volontà a causa anche di difficoltà economiche o per ignoranza. Testimonianza di accoglienza da parte di varie realtà nel Lazio tra cui la Casa di accoglienza  di Viterbo di cui è presidente l’arch. Maria Fanti.

La presenza del vescovo Domenico Pompili  ha onorato la realtà associativa  manifestando nell’intervento introduttivo, apprezzamento per l’impegno che i volontari dispiegano  nel portare avanti una missione prioritaria che è quella di difendere il valore di ogni vita umana a cominciare da quella più indifesa costituita dal bambino non ancora nato. Un incoraggiamento a proseguire nella testimonianza con opere concrete rendendo sempre più visibili e comprensibili le ragioni di questa missione.

In conclusione, un cammino intensificato nel mese missionario, come spiega la presidente del Movimento d.ssa Maria Laura Petrongari Andreani, con momenti di riflessione ed approfondimento sia sotto il profilo scientifico che etico sui temi cari al Movimento nella consapevolezza che la responsabilità individuale e collettiva passa attraverso la conoscenza, lo studio dei problemi e il dialogo tra posizioni anche diverse per poter fare scelte consapevoli: costruire condizioni di speranza per una nuova umanità. Tutelare il bene più prezioso che abbiamo che è la vita.

I lavori del Mpv sono proseguiti nel pomeriggio in seno alla assemblea della Federazione Regionale.

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