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“Una città per tutti”: tutti i premiati del concorso dell’Anmic

Tanti e particolarmente creativi i lavori che hanno partecipato al concorso, occasione per soffermarsi sulle problematiche legate alla disabilità

In un tempo neanche troppo lontano «quelli che oggi chiamiamo diversamente abili erano praticamente invisibili, si tendeva a nascondere quella che era considerata una vergogna. Oggi, se in altri campi assistiamo a un decadimento dell’umanità, su questo fronte bisogna invece dire che è cresciuta la sensibilità. E la scuola ha giocato e gioca un ruolo decisivo nel favorire questa integrazione che non consente di considerare quelli che non esattamente uguali a noi come fossero degli scarti. Allora, viva la scuola quando riesce a farci vivere le differenze non come un handicap ma come un’occasione di arricchimento!».

È breve ma incisivo il saluto rivolto dal vescovo Domenico alla manifestazione che la Chiesa reatina è stata lieta di ospitare in una propria struttura, il centro pastorale della parrocchia di Santa Rufina, rispondendo alla richiesta del Comune di Cittaducale che ha voluto sponsorizzare il concorso “Una città per tutti”, lanciato dall’Anmic per le scuole di Rieti e provincia sul tema delle barriere architettoniche.

Quello di monsignor Pompili arriva al termine di una carrellata di interventi nel pomeriggio dedicato alle premiazioni del concorso, in cui davvero la scuola ha offerto la possibilità di riflettere, e far riflettere, su chi a qualche problema che gli impedisce la piena fruibilità di tante situazioni per la maggior parte delle persone scontate: in questo caso, chi è impedito o limitato nei movimenti, in forma permanente o anche momentanea, chi ha difficoltà di vista e udito, chi ha bisogno di essere costantemente accompagnato e via dicendo.

Una realtà variegata, quella delle disabilità con cui a che ha fare l’Associazione mutilati e invalidi civili, il cui presidente della sezione reatina, Giuliano Cardone, ha voluto fare il punto della situazione, spiegando anche il senso di questo concorso che ha coinvolto le scolaresche, trovando l’appoggio dell’Ufficio scolastico provinciale. Il dirigente di quest’ultimo, Giovanni Lorenzini, assieme alla preside Carla Felli che pur in pensione dà una mano alle attività dell’Ufficio, non mancava alla cerimonia di premiazione del concorso che lo ha visto far parte della commissione esaminatrice presieduta dal professor Gianni Turina – anch’egli intervenuto alla manifestazione – insieme al sindaco Leonardo Ranalli e all’assessore Maria Grazia Angeletti che con l’amministrazione comunale civitese hanno fortemente sostenuto l’iniziativa.

Ma il vero motore di tutto è stata un’insegnante da sempre vicina all’Anmic, che ora le difficoltà di potersi muovere in piena libertà le sperimenta sulla sua pelle, in seguito alla malattia che l’ha purtroppo costretta a congedarsi in anticipo dalla sua amata scuola: la professoressa Rossella Leoncini, che a questo concorso si è dedicata davvero con tutta l’anima. «Mio obiettivo – ha detto commossa la prof applaudita sentitamente da colleghi, ragazzi e famiglie – era raggiungere gli alunni, sensibilizzare loro che sono il nostro futuro. A parte i premi e i complimenti di insegnanti e genitori, credo che porteranno nel cuore e nella mente un insegnamento, nel rendersi conto delle situazioni di tante persone sofferenti che lottano, con la loro voglia di vivere, e che chiedono solo di abbattere quelle barriere che troviamo tutti i giorni. Ragazzi, domani voi sarete la nostra classe dirigente: dovrete fare qualcosa! Vogliamo una società che permetta a tutti di fare, di vivere, perché tutti ne hanno diritto. Ragazzi, voi siete il nostro futuro e la nostra speranza!».

E i ragazzi delle scuole elementari e medie che con tanti lavori hanno partecipato al concorso hanno veramente avuto l’occasione per soffermarsi su queste problematiche che il più delle volte per distrazione sfuggono. Davvero tanti e davvero belli i lavori prodotti, per cui alla giuria non è stato certamente facile scegliere i migliori da premiare: testi di riflessione, poesie, cartelloni, video, lavori multimediali…

Dai bimbi di Borgorose che passano in rassegna il loro paese dove è il primo cittadino stesso, quel Mariano Calisse costretto in carrozzina, ad aver fatto il possibile per abbattere le barriere architettoniche e che ora, come dice rispondendo all’intervista che gli alunni gli hanno fatto nel video realizzato per il concorso, da presidente della Provincia si impegna a diffondere il più possibile questo tipo di sensibilità, a quelli di Contigliano e delle tante altre scolaresche che hanno lavorato veramente con impegno affrontando le problematiche, osservando la situazione della città e dei paesi per rendersi conto in che misura i vari luoghi siano accessibili a tutti: soffermandosi a riflettere su quanto le barriere, fisiche ma anche psicologiche e culturali, possano costituire spesso una violazione della dignità e dei diritti delle persone.

A tutti gli istituti comprensivi partecipanti (i cinque cittadini: Merini, Minervini-Sisti, Marconi-Sacchetti Sassetti, Ricci, Pascoli; e in provincia quelli di Cittaducale, Borgorose, Contigliano, Cantalice) un attestato di partecipazione (con un riconoscimento speciale alla “Sisti” per il maggior numero di lavori presentati). E poi i premi, consegnati dalle diverse autorità presenti, a chi è giunto sul podio per ciascuna categoria.

Per i lavori di gruppo della primaria, primo posto ex æquo per due video: la seconda A di Cantalice con “Lo scalino di Paolino” e due classi di Corvaro con “Tutto è possibile”; secondi classificati la quinta A della “Cislaghi” di Quattrostrade con un bellissimo libro pop-up e la quinta A di Borgorose col cd “Una passeggiata a Borgorose”; al terzo posto il cartellone “Se avessi le ali” delle quinte di Vazia e la raccolta di disegni delle classi di Santa Rufina.

Per quanto riguarda la secondaria di primo grado, la categoria dei lavori individuali ha visto conquistare il primo premio Dora Miluzzi, della II C della “Sisti”, con il “caviardage” (il particolare metodo di scrittura creativa che ricava un testo poetico annerendo le parole in un altro testo) dal titolo “La vita in un’altra dimensione senza barriere”; “medaglia d’argento” per Emiliano Bravi, seconda C della “Pascoli”, con la bellissima poesia “Senza barriere”, mentre al terzo posto è arrivata Giorgia Mariantoni, prima B/2 della “Ricci”, con il testo “Solo l’amore batte le barriere”.

Quindi i lavori di gruppo della secondaria: primo classificato il video “La città del sorriso” della seconda C della scuola media di Greccio, mentre il laboratorio di tecnologia di Contigliano si è aggiudicato il secondo premio col lavoro multimediale “Senza barriere è meglio”; al terzo posto, il power-point (e relativo fotolibro) di Lorenzo Boncompagni e Diego Desantis, classe seconda B della “Sisti”, che passa in rassegna ostacoli esistenti o abbattuti nella città di Rieti.

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