Parrocchie

Un tuffo nei ricordi sulle note della musica napoletana

Nasce da un concerto di musiche partenopee tenuto nella piccola chiesa di Santa Maria della Misericordia, nella parrocchia di Vazia, l'occasione per una riflessione che ci viene inviata dal signor Mario Travaglini, che in quella zona ha origini familiari

Un po’ di Napoli a Lugnano. Nasce da un concerto di musiche partenopee tenuto nella piccola chiesa di Santa Maria della Misericordia, nella parrocchia di Vazia, l’occasione per una riflessione che ci viene inviata dal signor Mario Travaglini, che in quella zona ha origini familiari.

«Sapevo dell’esistenza di Lugnano, ne avevo sentito parlare da mia nonna, che era originaria di Castelfranco, ma non c’ero mai stato», racconta Mario. «L’occasione per visitarlo mi è stata offerta da un invito ad assistere ad un concerto di musiche e canzoni napoletane che domenica 16 giugno si è tenuto nella chiesetta di Santa Maria della Misericordia, detta anche “di Categne” dal nome del Colle omonimo su cui sorge».

Il concerto, dopo la Santa Messa, ha allietato i presenti con una carrellata di noti motivi popolari napoletani, cantati e suonati da Ruggero Russi al pianoforte, Mario Rosario Faraglia al violino e Assia alla voce. Note conosciute a tutti, calate in un’atmosfera di festa e serenità che ha permesso al signor Mario di calarsi nei ricordi della sua infanzia.

«Mentre percorrevo la tortuosa stradina che dai piedi del Terminillo porta a Lugnano  – ignoravo che vi si potesse accedere anche dalla più agevole strada della Madonna del Passo -, non avrei mai immaginato che di li a poco avrei fatto un tuffo nella storia. È stato Don Zdenek, un giovane e dinamico prete proveniente dalla Repubblica Ceca a farmelo notare. Dalla documentazione che lo stesso mi ha fornito ho appreso che Lugnano, posto sul confine tra il Regno di Sicilia e lo Stato Pontificio e oggi ridotto soltanto “quattro case”, in passato ha avuto una grande importanza: strategica, politica ed economica,. Nei primi decenni del nono secolo era una grande “Tenuta Agricola” di proprietà della Abbazia di Farfa, nell’undicesimo secolo è indicato come “Castrum” cioè una fortezza-castello ed in tempi più recenti è stato addirittura Capoluogo di Comune, con giurisdizioni su vari villaggi quali: Coccodrillo, Cupaello, Lisciano, Vaiano, Madonna del Passo. Nell’anno 1251 le milizie Reatine, spesso in conflitto con quelle Lugnanesi hanno la meglio e distruggono il Castello sito sul Colle Categne, che non verrà più riedificato: “sic transit gloria mundi!” Grazie all’invito di don Zdenek ho potuto ascoltare il suono del pregevole organo, perfettamente funzionante in quanto restaurato di recente, e anche potuto ammirare la rara e preziosa statua d’avorio della Madonna del Fiore, nota come la Madonnina di Lugnano, conservata nella chiesa e festeggiata i primi di settembre. È stato un modo veramente interessante e piacevole di trascorrere la domenica e di tornare sui luoghi natali di mia nonna».

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