Un pane per la città

Quanto l’eucaristia illumini il cammino della civitas è emerso in modo molto ricco e significativo nell’incontro dedicato all’ultimo dei cinque ambiti del vissuto umano che hanno scandito le celebrazioni congressuali. Sul tema della cittadinanza si è riflettuto in teatro l’ultima domenica prima della settimana conclusiva, facendosi provocare dalle artistiche letture dei Cori della Rocca che sul palco del “Flavio” hanno visto i quattro attori dar voce al testo di Eliot su La Straniera: una provocazione, appunto, per riflettere quanto ancora la Chiesa abbia da dire alla città, quanto vi appaia straniera, ma anche quanto la cittadinanza, rendendosi impermeabile al messaggio cristiano, non divenga essa stessa “straniera” ai propri cittadini.

E che cosa i credenti, partendo dal pane offerto, spezzato e condividere sull’altare, abbiano da offrire, spezzare e condividere con la polis è stato l’oggetto del dialogo tra la moderatrice – la teologa Marinella Perroni – e le altre ospiti, Rosy Bindi e Nicoletta Dentico (tutte accolte dal saluto introduttivo di un’altra donna, la responsabile della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali Laura Marignetti, mentre il grazie della Chiesa e della città lo avrebbero poi rivolto alla fine il vescovo Lucarelli e il sindaco Petrangeli).

Intensa la riflessione offerta dalle parole che, in risposta agli stimoli della moderatrice, hanno porto la vice presidente della Camera, donna di fede passata dall’impegno ecclesiale a tutto tondo a quello politico e ora ai vertici dell’italica cittadinanza, e la giornalista in prima linea sul fronte della cooperazione e del volontariato internazionale «un po’ apolide», perché spesso in giro per il mondo, mettendo insieme così uno sguardo da credenti tanto sul nostro Paese quanto sulla mondialità. Rimaste sullo sfondo le bieche questioni elettorali, è emersa piuttosto, negli interventi che andrebbero davvero rimeditati (se ne può seguire il video nella sezione web tv del sito www.frontierarieti.com), la passione per la “città dell’uomo” da parte di chi considera in cammino verso la città di Dio.

Un’eucaristia, del resto, che non produce koinonìa e diakonìa, comunione e servizio, non serve a nulla, ha voluto provocare la Perroni. E allora il memoriale del Corpo e Sangue donato che cosa ha da dire alla città? Il prendere il pane, il ringraziare e il dividere compiuto da Gesù diventano, ha detto la Dentico, i verbi del cristiano chiamato alla condivisione: «per moltiplicare e dare pane a tutti occorre dividere, è il paradigma del Vangelo, esattamente opposto a quello della nostra società, basato sull’accumulazione». Gesù, ha riflettuto la Bindi, dona la sua persona, e la centralità della persona è un insegnamento per la città, da fare con lo stile e la pedagogia del Cristo: “lavando i piedi” e ricordando che l’invito alla festa è per tutti, «andando ai crocicchi delle strade perché tutti possano sedere a tavola».

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