Ue-Usa: Ttip, intervento congiunto dei vescovi europei e americani. Tre criteri: sostenibilità, precauzione, trasparenza

(Bruxelles) I vescovi europei e americani, nel documento congiunto diffuso oggi sul Ttip, elencano una serie di “principi da usare per valutare qualsiasi proposta di accordo commerciale” tra le due sponde dell’Atlantico. Sostenibilità e precauzione sono i primi nell’elenco: occorre verificare con pazienza che “prodotti o procedure non arrechino danno” all’ambiente o alle generazioni presenti o future. È necessario tutelare il lavoro, per cui insieme all’accordo ci devono essere “impegni fermi” nel sostenere i lavoratori, le famiglie e le comunità su cui grava “il peso sociale ed economico dei cambiamenti che il libero commercio potrà generare”. Vanno rispettati il patrimonio delle comunità indigene come i piccoli produttori agricoli indeboliti nella “competizione con prodotti agricoli che beneficiano di numerosi vantaggi a motivo di politiche e sussidi governativi”. Alla luce dell’attuale crisi migratoria, qualsiasi accordo del genere “deve essere concepito in modo tale da assicurare la riduzione del bisogno di emigrare”. Anche perché, si legge in un passaggio dedicato ai “diritti di proprietà intellettuale”, gli accordi non possono essere vantaggiosi solo per le due parti contraenti, ma devono considerare anche “i benefici e i costi” per i “terzi”: poveri, vulnerabili, giovani, anziani, malati. I vescovi chiedono infine che i previsti meccanismi di risoluzione delle dispute siano giusti e indipendenti dagli interessi privati e che sia garantita la trasparenza e il diritto di partecipazione nei negoziati del Ttip.

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