Terremoto: mons. Perego (Migrantes), “il sisma ha mostrato il volto di un’Italia più europea e multietnica”

“Anche il terremoto ha mostrato il volto di un’Italia ‘diversa’, sempre più europea, multietnica con la presenza di persone provenienti soprattutto dalla comunità europea, ma anche da altri paesi del mondo”. Ad affermarlo oggi è il direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Giancarlo Perego parlando del recente terremoto che ha colpito prevalentemente l’Italia centrale.

Tra i 292 morti, tra i numerosi feriti e i dispersi si contano almeno 16 morti tra i migranti (10 rumeni, 3 inglesi, 1 canadese, 1 spagnolo, 1 salvadoregno), 16 immigrati ancora dispersi e 5 migranti feriti e ricoverati in ospedale. “Il peso più grande” delle morti si conta nella comunità rumena – sottolinea – che è forte anche nei comuni di Amatrice (37,7%), di Accumuli (63,2%) e di Arquata del Tronto (51,6%), zone dell’epicentro del terremoto. La presenza rumena, diffusa in tutto il territorio del sisma (con oltre 8mila persone), ha portato a una grande attenzione dei mezzi di comunicazione della Romania,  “come ho potuto vedere direttamente, essendo in Romania in quei giorni – spiega monsignor Perego – fin dalle prime ore del terremoto”. Tra i morti migranti ci sono spose, madri, badanti, lavoratori e lavoratrici in agricoltura e stagionali nelle coltivazioni di fragole e lamponi, anche dei ragazzi e degli studenti rappresentanti di “uno spaccato del nostro Paese che vede ormai 400mila famiglie miste, 2 milioni e 300mila lavoratori, oltre 1 milione e 200mila minori, 800mila studenti stranieri nelle scuole, come ha ricordato il recente XXV Rapporto immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes”. Accanto ai terremotati, come hanno dimostrato diverse testimonianze sono corsi anche molti immigrati e anche richiedenti asilo e rifugiati , cristiani e islamici, che hanno dato il loro contributo al salvataggio delle persone, alla donazione del sangue per i feriti, all’ospitalità: “Un altro tassello del volontariato in un’Italia diversa – ricorda ancora il direttore della Fondazione Migrantes -: vicini ai terremotati si sono dimostrate subito le comunità dei cinesi a Prato e in Italia, come anche le comunità di emigranti italiani in Svizzera, Germania e in Canada che hanno promosso una raccolta fondi a favore dei terremotati. Anche il sisma mostra per le nostre città e paesi un cammino di integrazione che non può che ripartire da una condivisa cultura dell’incontro e del dono”.

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