Terra dei Fuochi da bonificare

Basta con i rinvii, dopo i dati allarmanti dell’Istituto Superiore della Sanità

Giornali e televisioni hanno quasi tutti ignorato la ricerca condotta dall’Istituto Superiore della Sanità relativa ai Comuni della provincia di Napoli, che compongono quella che viene chiamata “Terra dei Fuochi”. Viene certificato, in quello studio, l’eccesso di mortalità, rispetto al resto della regione, del 10% per gli uomini e del 3% per le donne. Per quanto riguarda i bambini, il tasso di ricoveri nel primo anno di età per i tumori è risultato maggiore del 51% nella provincia di Napoli e del 68% in quella di Caserta. Il sito dell’ISS precisa che “Per quanto riguarda la fascia di età 0-14 anni si osserva un eccesso di ospedalizzazione per leucemie in provincia di Caserta. Nella provincia di Napoli, servita dal Registro Tumori, si è osservato un eccesso di incidenza per tumori del sistema nervoso centrale nel primo anno di vita e nelle classi d’età 0-14”.

Lo studio si basa sui dati di 55 Comuni, e ha riscontrato un eccesso di ricoveri ospedalieri per diversi tipi di tumore. “In particolare è stato individuato il gruppo di patologie per le quali sussiste un eccesso di rischio in entrambi i generi per tutti i tre indicatori utilizzati (mortalità, ricoveri, incidenza tumorali) – si legge -, è costituito da: tumori maligni dello stomaco, del fegato, del polmone, della vescica, del pancreas (tranne che nell’incidenza fra le donne), della laringe (tranne che nella mortalità fra le donne), del rene (tranne che nell’incidenza fra gli uomini), linfoma non Hodgkin (tranne che nella mortalità fra gli uomini)”. Il tumore della mammella è in eccesso in tutti i tre indicatori. In provincia di Caserta eccessi in entrambi i generi per i due esiti disponibili (mortalità e ricoveri ospedalieri) riguardano i tumori maligni dello stomaco e del fegato; i tumori del polmone, della vescica e della laringe risultano in eccesso tra i soli uomini”.

Comprendiamo che occorre usare prudenza nella diffusione di questi dati, perché sono di tale gravità che potrebbero generare panico nella popolazione, ma ci chiediamo se ometterli nell’informazione sia lecito, nel senso di moralmente corretto. Esiste un diritto alla conoscenza insopprimibile, specie se a questo diritto si accompagna l’ipotesi che i dati che abbiamo evocato siano la conseguenza di una malversazione ambientale di carattere epocale. È vero che – come sostengono gli esperti – sono necessari altri studi per provare fino in fondo che vi sia un nesso di causa effetto tra sotterramento dei rifiuti, gestione illecita delle discariche nella Terra dei Fuochi e morti per tumore. Anche per la situazione di Taranto – dove lo studio “Sentieri” documenta che la mortalità infantile registrata per tutte le cause è maggiore del 21% rispetto alla media regionale, mentre nell’area sottoposta a rilevamenti c’è un eccesso di incidenza di tutti i tumori nella fascia 0-14 anni pari al 54%, mentre nel primo anno di vita l’eccesso di mortalità per tutte le cause è del 20% – vale quest’ultimo aspetto. È anche vero, però, sarebbe un po’ stravagante registrare come dovuta al caso una situazione così pesante e devastante per la salute pubblica.

La bonifica dei territori della Terra dei Fuochi non è più rinviabile. Rappresenta sicuramente una sfida, ma non vorremmo che nessuno coprisse questa necessità con l’omissione dell’informazione – che non è mai abbastanza, in questi casi – o, peggio, la mancanza di risorse economiche per affrontare il problema. Non c’è denaro che tenga se si vuole salvare la vita delle persone.

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