Tanti visitatori per le foto di Steve McCurry. Prosegue fino a ottobre la mostra al Palazzo Papale di Rieti

A due giorni dall'inaugurazione di sabato 8 luglio, la mostra di foto di Steve McCurry sotto gli archi del vescovado ha già fatto contare cinquecento visite.

Sono già cinquecento i visitatori della mostra fotografica dedicata agli scatti realizzati da Steve McCurry nella Valle Santa reatina e acquistati dal Comune di Rieti. Una esposizione, allestita sotto gli archi del Palazzo Papale di Rieti, contrappuntata dalle immagini dei fotografi locali, professionisti e amatori, che hanno postato l’obiettivo sui “Borghi di Francesco” in occasione dell’omonima iniziativa realizzata con il sostegno della Regione Lazio.

L’esposizione fa infatti parte di un più ampio progetto di valorizzazione di tutta l’area reatina, in particolare di quella relativa ai Cammini di Francesco. Luoghi da assaporare con calma: non a caso, anche la mostra delle immagini di Steve McCurry, è stata pensata per essere “lenta”, in controtendenza alla vita frenetica e superficiale di questi anni. «Abbiamo voluto mettere delle sedute perché la gente guardi, osservi e rifletta. È un modo anche per staccare la spina e per guardarsi dentro, per meditare» ha spiegato il curatore Enrico Bressan, di Fondaco. «Tutta l’iniziativa – ha aggiunto ai microfoni di Radio Vaticana – è supportata, oltre che da un calendario denso di iniziative che si svolgeranno durante l’estate fino all’inizio di ottobre, pure da una bella guida che è stata realizzata anche per gli ipovedenti curata da Punti di Vista, una cooperativa tipografica di Rieti. È un primo saggio di indicazioni storiche e artistiche di tutti i borghi che formano questa vallata».

Dietro l’operazione, c’è l’idea che il turismo sostenibile, il trekking, il contatto con la natura sui sentieri di San Francesco, la conoscenza delle tradizioni popolari del territorio, siano un po’ i “muscoli” del reatino. «Questa è una vallata – ha detto Bressan – ha delle grandissime potenzialità. Il futuro non è solo quello di costruire capannoni aziendali e produttivi, ma è valorizzare queste risorse». Un cammino possibile solo se gli enti e le istituzioni del luogo si siedono ad un tavolo, collaborano, creano un luogo di sviluppo e di incontro: «Da un evento negativo come il sisma che ha colpito questa parte d’Italia, si possono invece trovare nuove energie attraverso i giovani per valorizzare questo posto».

All’inaugurazione della mostra, non è ovviamente mancato il vescovo di Rieti. Non solo la diocesi è partner del progetto, ma ha da tempo avviato un ragionamento sull’unicum francescano della valle reatina, dal quale, tra le altre cose, il prossimo settembre prenderà il via un progetto dal nome “La Valle del primo presepe”. «C’è già un sito dedicato che in homepage riporta una frase di Papa Francesco» conclude Bressan: «è un bellissimo progetto che punta a sviluppare, a rendere sistemica una zona. Chi passerà da Terni, da L’Aquila, da Roma dovrà sapere che passa per la valle dove c’è stata la realizzazione del primo presepe della storia del cristianesimo voluto da San Francesco».

Foto di Massimo Renzi

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