Attivato lo Studio medico della Carità

È stato inaugurato mercoledì 17 settembre, nei locali di via Delle Molina 21 a Rieti, lo Studio Medico della Carità. Ogni mercoledì dalle 17 alle 19 e ogni sabato dalle 9 alle 11, lo studio sarà aperto per assistere le persone bisognose con cure mediche ed infermieristiche primarie e per dare consulto medico e psicologico.

Tra gli obiettivi del progetto, l’intenzione di creare una rete di collaborazione tra medici, infermieri e psicologi volontari dello studio con i loro colleghi ospedalieri e non, al fine di effettuare sia screening di prevenzione, sia di stabilire un programma di cure per le patologie più rilevanti nel campo medico.

L’attività svolta dallo Studio Medico della Carità non vuole essere di ostacolo alle altre realtà sanitarie già consolidate, né si pone in alternativa. L’iniziativa ha come unico scopo quello di supportare tali realtà e di aiutare umilmente le persone più bisognose e disagiate in un’ottica cristiana: la Carità presuppone l’unità tra fede e vita vissuta. Vuol dire amore. Vuol dire donarsi, mettersi a disposizione dell’altro; attraverso di essa l’uomo realizza il comandamento più alto del Vangelo: l’Amore lasciatoci dal Cristo.

Lo studio medico è dunque una nuova presenza nelle attività della Diocesi di Rieti, che va ad aggiungersi ai servizi a carattere socio–caritativo della Chiesa reatina già in funzione. È un segno concreto che, sulla scia dell’anno diocesano dedicato alla famiglia, è stato sollecitato dal vescovo di Rieti, mons. Delio Lucarelli, per andare incontro alle esigenze di tante famiglie bisognose. «È un gesto piccolo – ha spiegato il presule – ma può aiutarci a rischiarare nella nostra mente la dimensione di solidarietà che il Signore ci ha raccomandato».

«“I poveri li avrete sempre con voi” ha detto Gesù. Noi – ha sottolineato il vescovo – li vediamo, li sentiamo, e sentiamo che anche con queste iniziative possiamo in qualche modo aiutarli a risolvere i loro problemi».

«Ma non si tratta solo di curare il corpo» ha sottolineato mons. Luigi Bardotti, parroco di Santa Lucia durante l’inaugurazione. «In questo tempo ostile, nel quale la crisi economica si somma allo smarrimento esistenziale, c’è da prendersi cura anche delle anime, dei cuori, dello spirito delle persone. C’è da farsi più vicini perché nessuno rimanga solo e senza aiuto, perché nessuno scivoli nel male oscuro della depressione. Anche per questo la parrocchia ha messo a disposizione i locali».

Al momento si tratta di due stanze in tutto: una sala d’aspetto e lo studio vero e proprio, già pronto per i servizi di base: le visite, le piccole medicazioni, le consulenze. «Iniziamo oggi offrendo un piccolo segnale di speranza – spiega il  direttore della Pastorale Sanitaria della diocesi Nazzareno Iacopinipoi cresceremo: con l’aiuto di Dio e di quanti vorranno darci una mano».

Il lavoro svolto all’interno della piccola struttura, infatti, è tutto gratuito e volontario, e al momento vede impegnato il direttore sanitario Dr. Luca Sabetta, le infermiere Roberta Ferroni, Rita Ciancarelli e Alessia Zelli, e la Psicologa Cinzia Cenciarelli.

Alla breve cerimonia di inaugurazione dello studio erano presenti, oltre ad alcuni parrocchiani di Santa Lucia, anche don Valerio Shango, direttore dell’Ufficio Problemi Sociali e Lavoro della Diocesi, e il parroco della comunità Ortodossa di Rieti padre Constantin Holban.

Per contatti è possibile chiamare il numero 331 3249247.

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