Spezzare pane per tutti i popoli: Eucaristia e impegno missionario

I primi cristiani chiamavano l’Eucaristia “fractio panis”, “pane spezzato” o “frazione del pane”. Un gesto estremamente efficace che esprime ancora oggi, il significato dell’estrema donazione di Cristo, frumento per la redenzione del mondo.

L’anno 2012, appena iniziato, si presenta carico d’incognite, che non ispirano facile ottimismo; basta ricordare come economia, società e politica hanno chiuso il 2011. Per guardare al futuro con una certa fiducia dovremmo essere capaci di fare scelte difficili ma necessarie, che cambieranno i nostri stili di vita.

Per la Chiesa il 2012 sarà un anno di grazia, i cui benefici si riverseranno sul mondo intero. Nel mese di ottobre si svolgerà il Sinodo dei Vescovi sul tema della Nuova evangelizzazione, quindi l’Anno della fede, a Milano dal 30 maggio al 3 giugno c’è stato il settimo Incontro delle famiglie, il Concilio Vaticano II celebra la ricorrenza del cinquantesimo anniversario dell’apertura.

La nostra Chiesa locale, tra tutti questi straordinari avvenimenti, inserisce l’Anno Eucaristico Diocesano, che sta suscitando tante aspettative. L’intento è di scandire i dodici mesi del 2012 attraverso un itinerario eucaristico che possa aiutare a cogliere le varie dimensioni di un Mistero che rappresenta il fondamento stesso della vita cristiana. Il tema scelto: “Io sono il Pane della vita: L’Eucaristia forma della vita cristiana” richiama chiaramente che il Mistero eucaristico non si svolge e conclude nei riti del tempio, che sono prioritari e vanno rivitalizzati, ma per sua stessa natura si proietta nella vita concreta dei cristiani.

Innanzitutto il gesto e le parole di Gesù nell’ultima cena con i suoi apostoli: «Spezzò il Pane», «Questo è il Calice del mio Sangue versato per voi e per tutti» ricorda a ogni cristiano di farsi prossimo fino agli estremi confini. “Spezzare pane per tutti i popoli” è compito che riguarda ogni battezzato senza distinzioni di sorta. Tutto ruota attorno all’Eucaristia. «Una Chiesa autenticamente eucaristica è una chiesa missionaria» (Benedetto XVI: Sacramentum Caritatis, n. 84). Da qui scaturisce l’impegno personale e comunitario a condividere il pane della fede con vicini e lontani. A ciò si aggiunga conseguentemente anche l’aspetto della condivisione materiale, e anche a mettere in discussione il proprio stile di vita per renderlo maggiormente conforme al Vangelo.

Don Tonino Bello ha lasciato scritto: «Se non c’è frantumazione del nostro pane, della nostra ricchezza, del nostro tempo, difficilmente i discepoli lo riconoscono… Il frutto dell’Eucaristia dovrebbe essere la condivisione dei beni…Chi si comunica dovrebbe farsi commensale di ogni uomo».

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