Lavoro e occupazione

Solsonica, silenzio assordante. I sindacati: «manifestazione a Roma. Chiediamo il sostegno delle istituzioni»

Un sostegno forte da parte di tutte le istituzioni locali: è la richiesta dei sindacati in vista della manifestazione sotto la sede di Gala, a Roma, per avere risposte rispetto alla vertenza Gala Solsonica

Un sostegno forte da parte di tutte le istituzioni locali: è la richiesta dei sindacati in vista della manifestazione sotto la sede di Gala, a Roma, per avere risposte rispetto alla vertenza Gala Solsonica.

«Sono mesi – spiegano i sindacati – che pretendiamo la riapertura di un tavolo di confronto per la Vertenza Gala Solsonica, ma nonostante le numerose sollecitazioni non riusciamo ad essere convocati dal Ministero dello sviluppo economico».

La situazione, denunciano Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, non si sblocca neppure a fronte di una richiesta d’incontro formale inoltrata dalle segreterie nazionali delle rispettive organizzazioni.

«Vogliamo ricordare a tutti che parliamo dell’azienda del Presidente di Confindustria Lazio, Ing. Tortoriello, che dopo aver acquisito Solsonica non ha rispettato gli accordi sottoscritti al Ministero ed ha mandato a casa circa 200 lavoratori», sottolineano Vincenzo Tiberti (Fim), Luigi D’Antonio (Fiom Cgil) e Franco Camerini (Uilm Uil).

Al momento gli ex lavoratori sono in mobilità in deroga ed in attesa del sussidio da marzo. «La situazione sta diventando sempre più pesante ed è giusto che tutte le parti che hanno sottoscritto l’accordo si assumano le proprie responsabilità», incalzano i sindacati, ricordando che l’accordo fu sottoscritto da Gala, Ministero dello sviluppo economico, Regione Lazio, Comune di Rieti e lavoratori. Ma oggi «l’imprenditore sfugge da ogni confronto e non dice fino in fondo quali sono le sue reali intenzioni. L’azienda è chiusa da tempo ed i lavoratori hanno diritto di sapere».

Il silenzio che dura da un anno, quando nell’ultimo incontro fatto presso il Comune di Rieti fu detto che l’Ing. Tortoriello aveva un piano per far ripartire lo stabilimento e che lo avrebbe presentato nei mesi successivi.

«Quello che sta facendo il presidente di Confindustria Lazio – concludono i sindacati – è prendere in giro non solo i lavoratori ma un intero territorio con il quale lui aveva sottoscritto degli impegni che ad oggi non ha mantenuto».

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