Solsonica: «è Gala che deve dare una risposta»

«Assemblea lunghissima quella in Solsonica, durata più di 3 ore, ma necessaria per capire e chiarire tutti gli aspetti della vertenza».

È quanto dichiara il segretario della Fiom Cgil Provinciale Luigi D’Antonio in una nota a margine dell’assemblea del 2 aprile in cui spiega che «la situazione permane delicata, ma siamo convinti che debbano essere fatti tutti gli sforzi possibili per raggiungere un accordo. Ovviamente non dipende solo dalle lavoratrici e dai lavoratori della Solsonica, l’accordo dipende anche dalla volontà di Gala di farlo. Noi abbiamo dimostrato per l’ennesima volta un grande senso di responsabilità mettendo sul tavolo ulteriori disponibilità ma a questo punto è Gala che deve dare una risposta complessiva venendo anche incontro alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori della Solsonica».

Poche ore prima anche le Rsu, in nome dei lavoratori, hanno chiesto «uno sforzo a tutti i protagonisti, comprese le istituzioni, per evitare la fine di questa azienda e con essa 40 anni di storia che hanno dato a Solsonica il potenziale che difficilmente si può trovare altrove».

«La situazione di fallimento in cui ci troviamo – spiegano le Rsu – sicuramente non è da attribuire alla professionalità dei suoi dipendenti ma è stata causata da scelte sbagliate e non stiamo parlando solo di quelle dei governi con i vari conti energia . Tutti noi siamo convinti che Gala è la soluzione ai nostri problemi e siamo sicuri che non permetterà che 195 famiglie si ritrovino senza un lavoro. Crediamo che alla fine terra conto del fatto che i dipendenti Solsonica hanno quelle qualità che hanno permesso e permetteranno risultati di qualità in tempi brevissimi , condizione fondamentale per chi opera in un settore come il nostro. Ci dispiace che negli ultimi incontri la risposta dell’azienda alla nostra disponibilità a trovare un punto di incontro è stata quella di allontanarsi sempre di più tornando quasi nella propria posizione iniziale rimettendo in discussione anche la piena occupazione che era la condizione per cui c’erano stati i presupposti per questa trattativa».

«La riduzione del costo del lavoro e più specificamente dello stipendio che ci è stato chiesto è veramente pesantissimo e i lavoratori ne sono consapevoli, ma, malgrado il lungo periodo di cassa integrazione che negli ultimi anni hanno subito, sono pronti a contribuire mettendo sul tavolo parte importante della loro retribuzione» sottolineano le Rsu, «a dimostrazione del fatto che credono in questa azienda e credono che la loro professionalità potrà fare la differenza per i progetti futuri . Gala dice che per funzionare la nuova società deve avere il costo del lavoro più basso del 20% medio (che per alcune figure significa quasi il 50 %), noi, nella nostra proposta siamo arrivati a una riduzione del 13% (che per alcune figure significa oltre il 25 %), non crediamo di stare lontani e non crediamo che questa differenza possa compromettere la riuscita degli obiettivi che Gala vuole raggiungere».

«Secondo noi – concludono le Rsu – la condizione fondamentale per la riuscita di questi progetti è quella di creare un gruppo che abbia cultura e motivazioni giuste per arrivarci nel minor tempo possibile».

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