Siria: Oxfam, “la comunità internazionale mantenga gli impegni assunti”

“I donatori e i governi che si incontreranno il 24 e 25 aprile a Bruxelles, in occasione della seconda conferenza sulla crisi siriana, devono produrre un risultato concreto per alleviare le sofferenze di milioni di siriani allo stremo

Uomini, donne e bambini costretti a sopravvivere in un paese ridotto in macerie da una guerra che ha già prodotto oltre 700 mila sfollati, solo dall’inizio dell’anno”. È l’appello lanciato oggi da Oxfam e da altre 7 organizzazioni umanitarie alla vigilia della Conferenza dei Paesi donatori sulla crisi siriana in programma a Bruxelles il 24 e 25 aprile. “È prioritario che la comunità internazionale mantenga gli impegni assunti per lo stanziamento degli aiuti umanitari e la protezione dei civili intrappolati nel conflitto. Senza – si legge in una nota – sarà sempre più difficile soccorrere la popolazione”. “Ad oggi – sottolineano le ong – la risposta umanitaria ad una delle più gravi crisi degli ultimi decenni è finanziata per poco più del 20%, mentre i bisogni della popolazione continuano ad aumentare in modo esponenziale, anche a causa dei continui attacchi a civili inermi e a infrastrutture chiave come scuole e ospedali. Oltre 13 milioni di persone hanno urgente bisogno di aiuti per poter sopravvivere”.
“In questo momento – prosegue la nota – sono circa 7,3 milioni i siriani intrappolati in aree disseminate di esplosivi, esposti al rischio di attacchi e costretti a sopravvivere senza quasi nessun accesso ai servizi di base. Il tutto in un Paese dove, con l’intensificarsi della guerra, portare soccorso alla popolazione è sempre più difficile e dalle parti in conflitto viene spesso negata alle organizzazioni umanitarie la possibilità di soccorrere i civili che rimangono coinvolti negli scontri. Basti pensare che l’anno scorso sono stati autorizzati solo 47 su 172 convogli umanitari messi in campo dalle Nazioni Unite, mentre nel 2016 ne erano stati consentiti 117 su 258 (il 43%)”.
“In uno dei momenti più difficili dall’inizio di un conflitto atroce che in sette anni ha già causato oltre 400mila vittime e costretto quasi 12 milioni di persone ad abbandonare le proprie case, le priorità per la comunità internazionale – ammonisce Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia – dovrebbero essere garantire la sicurezza dei civili e un impegno concreto nello stanziamento degli aiuti, ma senza la possibilità per le organizzazioni umanitarie di lavorare in sicurezza, tantissime persone continueranno a morire. Una precondizione che potrà essere raggiunta solo con un cessate il fuoco duraturo tra le parti in conflitto”.

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