Sinodo per l'Amazzonia

Sinodo per l’Amazzonia, Judite da Rocha: «Le centrali idroelettriche non producono energia pulita, provocano distruzione sulla vita delle popolazioni locali»

Le conseguenze sulle popolazioni amazzoniche della costruzioni delle centrali idroelettriche, che implicano la distruzione di interi villaggi e lo stravolgimento delle vite di coloro che prima le abitavano

“Malattie mentali, depressioni, suicidi”. Sono solo alcune delle conseguenze sulle popolazioni amazzoniche della costruzioni delle centrali idroelettriche, che implicano la distruzione di interi villaggi e lo stravolgimento delle vite di coloro che prima le abitavano.

Ne ha parlato al briefing odierno sul Sinodo per l’Amazzonia Judite da Rocha, coordinatrice nazionale del Movimento delle vittime delle dighe, che ha spiegato come «le centrali idroelettriche non producano energia pulita». Al contrario, «provocano distruzione sulla vita delle popolazioni locali: inquinano i fiumi, minacciano la biodiversità e l’insieme della natura. Uccidono le vite delle persone che abitano quei territori. Prima della creazione di una diga c’era una cultura indigena, dopo la costruzione della diga la popolazione non esiste più. Non riceviamo aiuti, non siamo indennizzati in nessun modo».

Senza contare «le donne vittime di violenza sul lavoro», la denuncia di Judite: «Il lavoro delle donne non viene considerato. Le donne sono viste solo come persone che curano i dettagli, a contare sono solo gli uomini». In Amazzonia, ha reso noto l’esperta, «la creazione delle centrali idroelettiche riguarda quattro Stati federali, le cui popolazioni sono state colpite. Abbiamo una legislazione, risalente agli Anni Settanta, che ignora tutta una serie di problemi, come la questione sanitaria, la malaria, l’impatto psicologico sulle persone quando iniziano i processi di costruzione». Di qui la necessità di «cercare altre forme di produzione energetica, che non mettano a repentaglio la vita di interi popoli».

da agensir.it

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