Il Terzo Settore chiede una politica dei beni comuni

Proseguono le consultazioni sul territorio, promosse dal governo e dai gruppi parlamentari. Propositivo il contributo delle organizzazione sociali e cooperative che rigettano ogni tipo di comportamento distorsivo anche di propri aderenti: “Creano danni economici e danni d’immagine”. Obiettivo comune: costruire un’occasione di sviluppo per il Paese.

Continuano a manifestarsi i pareri e si susseguono i dibattiti sulle linee guida del Governo relative alla riforma quadro del Terzo Settore, che come punti principali prevedono un nuovo modello di servizio civile universale, “per la difesa della Patria”, che si affiancherà al servizio militare; la revisione delle norme di riferimento del Codice Civile del 1942; l’adeguamento della legge sul volontariato e di quella sulle associazioni di promozione sociale; il ripristino dell’Authority per il Terzo Settore, dopo la sua abrogazione decisa nel 2012; la rivisitazione del meccanismo del 5 per mille, con la dotazione di 1,5 miliardi; il riordino delle forme di fiscalità di vantaggio; la separazione delle attività istituzionali da quelle a carattere economico.

Un piano industriale di politiche dei beni comuni.

“Attraverso la riforma del Terzo settore – ha affermato nei giorni scorsi Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento intervenendo alla seconda giornata di Innovatori di territorio, assemblea di Federsolidarietà-Confcooperative – vogliamo costruire insieme un Paese diverso. Abbiamo svolto un grande lavoro capillare sul territorio fatto dal governo e da molti parlamentari che hanno incontrato direttamente associazioni, cooperative sociali. Riteniamo importante l’apporto dei corpi intermedi di cui apprezziamo la rappresentanza quando è viva e reale non quando diventa burocratizzazione o autoreferenzialità fine a se stessa. Diciamo no alle paludi e all’immobilismo”. Hanno fatto eco le parole di Giuseppe Guerini, presidente Federsolidarietà Confcooperative: “Il disegno di riforma Bobba–Lepri – ha detto – si presenta con un impianto molto valido e si completa se riusciremo a sviluppare un piano industriale di politiche dei beni comuni. Dobbiamo strutturare reti di welfare e di servizi che rispondano alle esigenze dei cittadini. Puntiamo all’innovazione del quotidiano da mettere subito al servizio della collettività”. Nel corso dell’assemblea, Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, ha condiviso le parole del ministro Boschi sulle cooperative che deviano dal loro percorso: “Dobbiamo separare il grano dal loglio – ha affermato Boschi – dividere chi opera bene da chi opera male. Le cooperative nella realtà sono e fanno altre cose”. Dal canto suo, Gardini ha dichiarato: “Le cooperative che operano in modo distorsivo non sono cooperative e non le rappresentiamo. Creano danni economici e danni di immagine”.

Il Forum nazionale del Terzo Settore con l’Intergruppo parlamentare.

Di grande rilevanza sui temi della riforma, è stato l’incontro promosso dal Forum nazionale del Terzo Settore con l’Intergruppo parlamentare del Terzo Settore – “#lavoltabuona. La Riforma del Terzo Settore: partecipare per cambiare” – al quale hanno partecipato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, la vicepresidente della Camera Marina Sereni, il sottosegretario alle Politiche Sociali Luigi Bobba, gli onorevoli Edoardo Patriarca e Paolo Beni. Nella tavola rotonda, moderata da Riccardo Bonacina, direttore del settimanale “Vita”, è intervenuto anche Pietro Barbieri, il quale ha sostenuto, tra l’altro, che “il Terzo Settore deve diventare un soggetto attivo nel fare le sue richieste, e un valore aggiunto per il Paese. Con un Terzo Settore più chiaro, semplice, consapevole, è possibile lanciare una proposta: l’adozione di un ‘Programma strategico per i beni comuni e beni collettivi’, un disegno per una politica dei beni comuni, del welfare, della salute, dell’ambiente, della cultura, dell’educazione, che coinvolga e mobiliti tutto il Terzo Settore italiano in uno sforzo, adeguatamente coordinato e sostenuto, per contribuire a rinsaldare e rilanciare il Paese”.

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