Senza lavoro si sperimenta duramente il limite della condizione umana

Quando manca il lavoro, o viene a mancare durante la vita familiare, si incrinano gli affetti, si guastano le relazioni, si infrange la speranza di una vita dignitosa e onesta: si sperimentano duramente la caducità e il limite della condizione umana!

Per questo sembra finanche inutile tentare di correre ai ripari quando già si è consumato il fallimento del mercato del lavoro, perché gestito senza senso di responsabilità.

La politica, le imprese, i sindacati non debbono mai abbassare la guardia, anche nei periodi che sembrano essere economicamente più favorevoli.

Dunque, una serena prospettiva di vita deve implicare la possibilità concreta di accedere al mondo del lavoro.

E i lavoratori, da parte loro, dovranno continuamente sottoporre a verifica la propria professionalità per abituarsi ai cambiamenti e governarli con fiducia e competenza.

Se i giovani non trovano nel lavoro l’occasione per crescere e maturare, la loro attenzione facilmente può indirizzarsi verso abitudini di vita che sfociano persino nella devianza e nel disordine.

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